giovedì

Londra

Non c’è niente di intelligente da dire a proposito di un massacro. Non siamo di fronte a due civiltà che si ammazzano tra loro in uno spirito crociato, come auspicato dagli Osama del mondo arabo e dalle beghine di casa nostra (verrebbe da dire magari si limitassero a scannarsi tra loro) ma ci sono le elite di queste due “civiltà” che servendosi dei loro bracci armati ammazzano chi “si trova in mezzo” e questo vale per qualsiasi strage terroristica, che questa avvenga a New York, a Madrid oppure a Londra e per ogni guerra preventiva, casi nei quali oramai anche il più laico di noi può diventare “effetto collaterale”, termine usato ed abusato dai signori della guerra per definire, appunto, i morti in azioni belliche e terroristiche e che la dice lunga sul profondo rispetto per la vita di cui sono muniti codesti signori.

Hanno colpito un simbolo di “come le cose dovrebbero essere” una metropoli bella, aperta, civile e gioiosamente multietnica, un piccolo-grande laboratorio di koinè. Hanno colpito soprattutto noi che stiamo in mezzo e che ci contrapponiamo alle elite e ai loro bracci armati. Questa è la guerra: le aberrazioni di queste elite e bracci armati vanno nel conto di noi che ci troviamo in mezzo. Sarebbe ora di dire basta. Forza Londra.
post di Dosto

Forza Londra.

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