giovedì

Il Veneto
non ha bella gente

Ieri, nel tardo pomeriggio, ho fatto il classico errore di girare l'ocio, ossia fare un pisolino, sì, dalle 6 alle 8. Questo, oltre a palesare la mia vecchiaia interiore, ha fatto in modo che quando è venuto il momento di andare a nanna io non sia più riuscito ad addormentarmi; sono andato a letto a mezzanotte e mi sarò addormentato verso l'una, e io di solito mi addormento al massimo cinque minuti dopo essermi messo a letto (se non ho altro da fare, obviously).
Così a letto mi sono messo un po' a pensare e, partendo da quello che avevo letto poco prima, ossia questo post di Leonardo (che è un po' l'apologeta dell'emilianità), ho confrontato quello che ha scritto con la società veneta.
Devo dire che sarebbe piaciuto anche a me questa sorta di socialismo tascabile durante la mia infanzia, questi ricordi da tirare fuori con nostalgia e dai quali, perchè no, ripartire per provare a costruire qualcosa. Il Veneto però non è l'Emilia-Romagna.

Quando da bambino andavi al bar con tuo nonno sentivi parlare gli altri vecchietti (non tuo nonno, per fortuna no, che era socialista vecchia skuola) di questi terroni che vengono a rompere le balle, di questi zingari che rubano i bambini, di questi marocchini che rubano il lavoro. Il modello sociale poi era (è) fondato sulla rapida (rapidissima) accumulazione di scheie chi se ne fotte degli altri/dell'ambiente/delle tasse/degli operai/della società. E così crescevano queste microfabbriche a bassissima tecnologia che sfruttando tutto quello che era loro intorno (leggasi quello scritto sopra) e che facevano fortuna nel giro di pochissimo tempo. Poche, molto poche, le aziende che investono veramente in innovazione, ricerca e tutte quelle belle robe lì. Molte, la grande maggioranza, che non fanno altro che lamentarsi dei cinesi e continuano a fare gli stessi prodotti a bassa tecnologia (e ad alta copiabilità) da venti anni. Ecco, a te piacerebbe tanto che le proporzioni fossero invertite. Poi a volte ti cadono un po' i coglioni quando giri per le ditte e vedi 'sti jaguaroni parcheggiati, entri e ti trovi di fronte ad un bifolco con in mano una copia di Libero (probabilmente il Veneto è la regione nella quale Libero vende di più) che inizia la sua filippica contro i cinesi, i turchi, gli immigrati etc etc. Quando c'è crisi però tutti a chiedere aiuto a quella Repubblica Italiana che fino a solo pochi anni fa non la potevi nemmeno pronunciare in loro presenza. Tu, che sei un po' una puttana, fai buon viso a cattivo gioco e ti limiti a non dare loro corda e nel frattempo pensi che il vero dramma odierno non è la crisi, ma la mancanza di una base minima di cultura e di buon gusto.
Ovviamente ti trovi di fronte anche tante persone intelligenti (per fortuna!), ma quelle che ti rimangono più impresse sono le altre.

Giri per le strade poi e non fai altro che vedere scritte inneggianti a minipatrie di fantasia e ascoltando i discorsi da bar della gente ti demoralizzi sempre più. Sai benissimo che tutto il mondo è paese e che discorsi stupidi se ne fanno dappertutto ma ti sembra che qui ci sia la più alta concentrazione di discorsi stupidi.
E non è una bella cosa.

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