mercoledì

Stomaco e testa

Secondo il mio parere il vegetarianismo dovrebbe essere fondato non tanto su fattori emozionali (=poverini gli animali) ma quanto su considerazioni prettamente politiche come l'insensato spreco di risorse e il consumo abnorme di terra destinata a cereali per animali. Ma di queste cose sono più competenti Cadavrexquis e Coniglione, chiedete a loro. Io non sono vegetariano ma lo potrei diventare, anche perchè non manca molto. Il mio consumo di carne infatti è molto ridotto (con conseguente biasimo dei miei genitori secondo i quali bisogna mangiare carne quasi ogni giorno) e sinceramente le poche volte che la mangio è più che altro per abitudine, niente di più.
Dicevo, il vegetarianismo dovrebbe avere motivazioni razionali e non emotive. Io però sono convinto che la molla prima che spinge una persona a non mangiare più carne sia l'umana pietà nei confroni degli animali, almeno nella maggior parte delle persone la decisione iniziale è l'orrore che giunge nel mangiare carne. Penso sia più facile per chi abita in campagna e non in città rendersi conto delle condizioni degli animali da allevamento. In città ti arriva il filetto di carne bello e pulito, confezionato, asettico; non ti rendi conto di quello che c'è dietro.

Dico questo perchè io, che passo ore e ore in macchina, incontro spesso i famigerati trasporti bestiame, dei veri e propri strumenti di tortura. Sono in macchina e sorpasso questi autotreni pieni all'inverosimile di mucche, maiali, ecc ecc che quasi strabordano fuori, due o tre volte ho visto addirittura delle zampe di maiale uscire fuori, tipo noi che mettiamo la mano fuori dal finestrino quando fa caldo. Già, non immagino il caldo che si raggiunge là dentro. Capita poi che a volte cammini per strada e ti si ferma davanti un camion che trasporta mucche, grazie a questo ora sei in grado di distinguere un muggito normale da uno straziato. Non parliamo poi dei camion che trasportano pollame. Vedi queste cassette una sopra l'altra con dentro i polli che assumono una forma quadrata da quanto stanno stretti, ti sembrano morti e invece no, sono vivi, si muovono, o meglio, provano a muoversi dentro quelle bare troppe strette. Insomma, forse con gli anni sto diventando sempre più una mammoletta, ma in macchina preferisco distogliere lo sguardo.
Il primo passo verso il vegetarianismo è emozionale, e penso di averlo intrapreso. Il secondo è razionale, intrapreso anche questo. Non mi manca che la pratica.

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