venerdì


Opera di Lusky (su segnalazione di Preci)


Se la legge di un Paese limita drasticamente la ricerca o addirittura vieta quella sulle cellule dell'embrione, i suoi studiosi emigreranno verso università e laboratori stranieri. Se la ricerca produrrà farmaci capaci di aggredire alcune insidiose malattie genetiche, i brevetti saranno stranieri. Ci asterremo dal produrre quelle medicine o dall'adottare quelle terapie perché derivate da esperimenti che violano i principi dell'ordinamento italiano? Gli italiani che possono permetterselo si faranno curare all'estero: una scelta, come ha ricordato ieri Gianni Riotta, che accentua la differenza del censo fra quanti possono permettersi il viaggio e gli altri.
Sergio Romano
(trovato da Stefano)

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