giovedì

La canzone
di quando sei diventato anarchico

Avevi ventanni e vivevi con altri tre studenti non fighi, o quasi. Capitava che spesso le serate passassero discutendo di come salvare il mondo da tutto e da tutti, la normale prassi dello studente universitario quindi.
Era bello perchè potevi dire tutte le cazzate che volevi, bastava finire la frase con un "ma ci devo pensare meglio, domani ti so dire". Voi quattro, neanche a farlo apposta, rappresentavate quattro tipi umani ben distinti: c'era N. che era lo studentello di sinistra che veste colorato e che gira in vespa, c'era M. che era il criptofascista quasi-dannunziano sganciato dai partiti; c'era F. che era il gay represso berlusconiano fino al midollo, e infine c'eri tu che eri...boh, cazzo eri?
A volte quindi capitava che passaste le serate stravaccati sul divano gigante a fumare sigarette di drum non additivate ascoltando i cd di N., a bere birra scadente comprata al Metà (un nome un inganno) e a parlare di tutto un po', insomma, 'na goduria.
In una di queste discussioni, francamente non ricordi come iniziò, ad un certo punto F., esasperato dal tuo comportamento disfattista verso Patria & Governo chiosò: ma allora dillo che sei anarchico!
Tu ci pensasti un attimo, quasi due a dir la verità, e infine affermasti:.
L'impianto stereo di N. stava trasmettendo una canzone dei Sonic Youth, Hits of sunshine*, e tu ti palesasti anarchico al mondo. Da allora molte cose sono cambiate, ma poi neanche tante.

*secondo me una vetta di postrock, contenuta nell'album A Thousand Leaves del 1997. attenzione, dura 11 minuti e pesa 13 mb. se avete la voglia di scaricarvela vi assicuro che è, come direbbero i giovani, troppo un trip.

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