giovedì

India

Ormai penso che tutti abbiano presente che il futuro del mondo sarà cinese e indiano. E' quindi necessario per chi vuole capire un po' quello che accade intorno e sopra noi avere una conoscenza minima di queste due immense e meravigliose civiltà.
Devo ammettere che io riguardo all'India ho parecchie lacune, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto storico, proprio quello che a me interessa di più. Ho iniziato quindi a colmarle queste lacune con un libro meraviglioso che consiglio veramente dal profondo del cuore a tutti quelli interessati alla storia e che vogliono avvicinarsi alla storia del subcontinente: Storia dell'India di Michelguglielmo Torri (ed. Laterza). E' un librone, sì, e costa anche caro; ma vi assicuro che, per chi è interessato, scorre meglio di un romanzo rosa.

Quello che mi fa piacere così tanto questo libro è che tutta l'opera è impregnata di quello che io da sempre mi sforzo di capire, ossia come scrive Torri alla fine del terzo capitolo
Una delle linee guida di questo libro (che, in questo, dissente dalla tradizionale visione orientalistica della storia dell'India) è che vi sia stata, da tempo immemorabile, un'interazione culturale fra i vari popoli dell'universo civile (l'Ecumène) e che questa interazione sia risultata in un reciproco arricchimento. Una delle condizioni che rendono possibile questo arricchimento è la capacità di una cultura di modificarsi attraverso la rielaborazione d'apporti esterni, alla luce delle proprie tradizioni.

Ecco, io adoro particolarmente questo tipo di Storia che non divide in compartimenti stagni le varie zone del pianeta ma che cerca di capire come, quando, dove e perchè aspetti di varie civiltà si sono innestati in altre creando nuove civiltà. Perchè, alla fine, la storia del genere umano si può riassumere in questo: civiltà che si trasformano per continuare a esistere o civiltà che si oppongono alla trasformazione e che di conseguenza scompaiono.

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