lunedì

Il mio faro

Noi siamo anarchici, anarchici nel senso proprio e generale del termine della parola; vale a dire che vogliamo distruggere quell'ordinamento sociale in cui gli uomini, in lotta tra di loro, si sfruttano e si opprimono, o tendono a sfruttarsi e ad opprimersi, l'un l'altro, per arrivare alla costituzione di una nuova società in cui ciascuno, nella solidarietà e nell'amore con tutti gli altri uomini, trovi completa libertà, massima soddisfazione possibile dei propri bisogni e dei propri desideri, massimo sviluppo possibile delle sue facoltà intellettuali ed affettive.
Quali siano le forme concrete in cui potrà realizzarsi questa auspicata vita di libertà e di benessere per tutti, nessuno potrebbe dirlo con esattezza; nessuno soprattutto, potrebbe, essendo anarchico, pensare ad imporre agli altri la forma che gli appare migliore. Unico modo per arrivare alla scoperta del meglio è la libertà, libertà di aggruppamento, libertà di esperimento, libertà completa senz'altro limite sociale che quello dell'uguale libertà degli altri.
Vi sono tra gli anarchici di quelli che amano qualificarsi comunisti o collettivisti, o individualisti, o altrimenti. Spesso è questione di parole diversamente interpretate che oscurano e nascondono una fondamentale identità di aspirazioni; qualche volta si tratta solo di teorie, di ipotesi, con cui ciascuno spiega e giustifica conclusioni pratiche identiche.
(Errico Malatesta in Umanità Nova del 27 febbraio 1920. Si può trovare nella raccolta di scritti malatestiani Il buon senso della rivoluzione a cura di Giampietro Berti, ed. Elèuthera)

  • Reputi fattibile questo programma?
  • No
  • Un bel sogno quindi?
  • Più che altro è la mia bussola. Mi ricorda dove sta la bellezza della libertà.
  • Cioè?
  • Io parto da questo, mi allontano vistosamente dall'Ideale ma l'ho sempre ben presente nella mia testa. E' il senso critico di quello che faccio.
  • Mah, tutto questo per dire che l'anno prossimo voterai il centrosinistra ma che nel cuoricino resti anarchico?
  • Abbiamo due strade che possiamo percorrere: da una parte possiamo fare i privilegiati fino in fondo e tirarci fuori dal mondo, dalla società intera, e proclamare la nostra purezza, purezza artificiale; dall'altra parte possiamo sporcarci di merda fino al collo mettendo una croce sul centrosinistra al solo scopo di cacciare la barbaria berlusconiana fascista leghista votando gente che disprezziamo non aspettandoci nulla da loro tranne che siano più civili. Sono due strade, io per questo giro scelgo la seconda.
  • E ti definisci ancora anarchico?
  • Mi puoi chiamare come vuoi, non sarò certo io ad impedirtelo.

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