martedì

I was born into Mogliano



Premessa I Supersystem domani suoneranno anche al Covo di Bologna, ma volete mettere la bellezza di ascoltarli su un prato sotto le stelle? No dico, e pure gratis.

Arriviamo a Mogliano verso le 18.30, troviamo subito il posto, parcheggiamo e ci dirigiamo verso il centro per andare a mangiare qualcosa. FdC cammina sempre come se il lupo nero la stesse inseguendo e considerato poi il fatto che c'è un'afa del mille per cento, io inizio a grondare sudore appena mi fermo, tutto come al solito insomma. Mangiamo una buona pizza in una pizzeria carina proprio sotto la sede della Lega Nord di Mogliano e grazie a questa felice locazione veniamo a conoscenza del fatto che le case popolari devono essere assegnate prima di tutto ai trevigiani. Finito di desinare torniamo al posto, ci sediamo su una panca, passeggiamo per il prato, andiamo sull'altalena e aspettiamo che il concerto inizi.

Apre la serata il duo padovano Kevine devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dal devastante impatto sonoro provocato solo da una chitarra e una batteria, devo procurarmi il loro cd, meritano davvero. Seguono i trevigiani G.I. Joe (il link non lo metto non per cattiveria, è che il sito proprio non ce l'hanno), i quali invece non mi dicono quasi niente, sarà che non amo particolarmente chi si atteggia a sfattone, sarà che sono intento a bermi la più classica delle birra in pinta di plastica da concerto, esiste birra più piacevole?

E poi arrivano loro, i Supersystem. Belli come il sole iniziano il loro show e porca miseria devo dire che sanno fare il loro sporco lavoro. Ti infilano una canzone dietro l'altro senza quasi una pausa, non fai nemmeno in tempo ad applaudire che subito ti parte una nuova canzone ed è esattamente come dicono loro: it's rock, it's pop, it's dance...it's whatever you want it to be!
Sanno stare sul palco, sì, desisamente ci stanno stare. Si muovono, si scatenano, vedi che si divertono pure loro e non solo noi che ascoltiamo e ci muoviamo a ritmo. Sì perchè questi quattro riescono persino a non farmi stare fermo come un palo come mio solito. L'acme viene raggiunto, ovviamente, con I was born into the world, canzone che più la ascolti più la ascolteresti, almeno questo è l'effetto che fa a me.
Poco dopo il concerto sarebbe in teoria finito, in teoria. Infatti dal pubblico si alza una poderosa cantilena we want more! we want more! we want more! che ottiene l'effetto sperato. Infatti i nostri quattro tornano sul palco e ci deliziano con un altro po' di canzoni, soprattutto con una versione meravigliosamente tirata di Defcon che fa, com'è che si dice? ah sì, che fa sbarellare i presenti. Mitici.
A concerto finito chiedo a FdC se il concerto le è piaciuto e ottengo come risposta un uhm sì dai. Nemmeno i Beastie Boys avevano ottenuto tanto: buon segno, la ragazza sta assimilando.

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