martedì

Fuori
e, sì, felice

6.45 del mattino, mi alzo dal letto come sempre di scatto. Ultimamente però faccio fatica a svegliarmi veramente, mi serve proprio un caffè. Accendo la moka e noto che il gas esce debole, bah, che due coglioni penso. Mentre sorseggio il caffè scosto la tenda e mi appare in tutto il suo squallore il tempo odierno: grigio e pioggerellina. Questa giornata non è iniziata da favola insomma.
Dopo due minuti che sono in macchina mi accorgo di aver dimenticato il cd di Alessio Lega a casa, e vabbeh, accontentiamoci delle Striscioline Bianche. Un coglione mi sorpassa e quasi fa un frontale con il camion che viene in senso opposto, ormai ci sono abituato a questi dementi della strada. Mi metto a pensare che sarebbe veramente ironico se io morissi in un incidente stradale proprio oggi, il mio ultimo giorno ufficiale da cattolico: mi farebbero un funerale cristiano, tzè, questi preti la spunterebbero per una questione di ore.
Tempo dieci secondi dopo e un gattone nero sfrecciando mi attraversa la strada, ellamadonna!! esclamo in perfetta cadenza milanese arrogante, se fossi superstizioso starei già facendo gli scongiuri. Invece rido di gusto da solo pensando che forse questi sono tutti segnali dell'Altissimo arrabbiato con me per quello che farò in serata.
Al lavoro poi è tutto un andar di scuse per arrivi che dovrebbero arrivare e invece, ma guarda un po', non arrivano, con relativa incazzatura del cliente e mia consequenziale incazzatura col fornitore, questo è il bello di chi sta in mezzo: alla fine può scaricare a monte la merda che ha preso a valle, pareggia insomma. Il resto della giornata passa uggiosamente pensando a quello che mi aspetta la sera.

Arrivo all'appuntamento con un quarto d'ora d'anticipo, come mio solito. Mi apre un prete di mezza età con la barbona bianca e i sandali, un mezzo-frate. Vorrei subito dirgli che la sua pretesa di avermi lì personalmente non è legittima ai sensi della legge ma mi trattengo, in fondo sto raggiungendo il mio scopo. Parliamo cordialmente, mi espone le conseguenze del mio atto e mi chiede se può sapere il motivo della mia scelta. Io inizio molto gentilmente e molto pacatamente la mia solita tiritera anticlericale, lui ribatte qualche punto, io ri-ribatto e avanti così per una decina di minuti, il tutto molto civilmente. Alla fine tira fuori il registro battesimale, scrive che decido di uscire dalla Chiesa e firma, mi passa il registro e firmo anch'io. Ci salutiamo cordialmente, è fatta.

Esco e sono fuori dalla chiesa, in tutti i sensi. Mi guardo attorno, sono un po' frastornato, respiro profondamente, quasi una sorta di battezzo della Terra, un bentornato uomo. In giro facce strane, non hanno un bel colore. Io invece sto benissimo.
Sorrido pensando che oggi posso essere fiero di me stesso, oggi sì, come il 12 giugno. Da oggi posso dire voi cattolici tranquillamente e coerentemente. Da oggi io sono fuori anche ufficialmente da quell'organizzazione privata che appena nato mi ha accolto furbescamente al suo interno e che detta impunemente legge nel nostro disastrato paese privo di politici con la spina dorsale.
E subito dopo penso a lei, lontana ma presente, che mi capisce e non si oppone; e ringrazio il caso di averla conosciuta, penso a lei e rido compiaciuto del mio amore. Cammino verso la macchina e pensando a lei canticchio felice tornando a casa. Domani è un altro giorno, si vedrà.

P.S. se anche voi volete uscire dalla chiesa cattolica (se siete atei o agnostici perchè non lo fate?), in questa pagina trovate tutto quello che dovete sapere. inutile dirvi che QUESTO è il momento più adatto per farlo, per dire alla prepotenza vaticana no, io non sono con voi.

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