giovedì

Canzoni tristi per bere
magari in compagnia

Ascolti per la prima volta tutto Drinking Songs, il nuovo album di Matt Elliott, e ti scappa un ma cosa cazzo mi sono comprato? Ora sei di fronte ad un bivio: inizi ad inveire sconsolato che porca troia ti sei fatto fregare come un pivello dalle solite recensioni iperboliche di Blow Up di album assurdi o al contrario ti rilassi e provi a riascoltare una seconda, una terza e una quarto volta l'album in questione.
Se scegli questa seconda opzione ti si presenteranno due possibilità: cadi vittima di un momentaneo auto-convincemento del tipo beh, insomma, a riascoltarlo bene non è male, strano sì, ma bello, e poi l'ho pagato..., questo auto-convincimento tuttavia dura ben poco, presto infatti si affaccia la cruda verità, ossia che non ti piace e non lo ascolterai mai più; la seconda possibilità invece è rappresentata da una specie di satori, ti rendi conto che hai sbagliato tutto, hai giudicato quell'album pensando di trovare X e invece ti sei trovato Y e Z e pure J.
Preso atto di tutto questo, finalmente ti ascolti Drinking Songs smaliziato e te lo godi tutto. Ascolti e riascolti e riascolti e riascolti e ad ogni nuovo ascolto ti salta all'orecchio un particolare infinitesimale che ti fa amare un pezzettino di più questo album.
Un album che potrebbe essere stato fatto quasi tutto cento anni fa, forse (lasciamo stare l'ultima camzone totalmente slegata dal resto). E qui sta, penso, la stranezza, lo spiazzamento emozionale: ti devi depurare dalla modernità per apprezzarlo. E badate, non è un discorso da ritorno alle origini, è che proprio devi fermarti un attimo a riflettere, dimenticare per un po' la musica degli ultimi cinquanta anni. Un disco pesante questo, che paradossalmente è tutto sussurrato e minimale. E' già nella mia top ten del 2005.
Al momento di scegliere una canzone da mettere qui giuro che non riuscivo a decidermi, quindi ho messo la modalità random ed è uscita la tre, The Guilty Party (erm, sono 10,4 mb). Gustatevela, se volete.

P.S. sì, a volte mi piace far finta di essere un giornalista musicale. poi mi rileggo e mi metto a ridere.

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