martedì

Il nick
è bello

E' in corso una dottissima discussione sui nickname all'interno della quale io per pudore non provo nemmeno ad entrare. Ma dato che ho un blog ne approfitto per dire due o tre cose banali qui. Non voglio fare troppe astrazioni, sarò pratico e mi baserò unicamente su me stesso.
A me usare un nick piace per due semplici motivi: me lo sono scelto io, ossia in qualche modo può rispecchiare una parte della mia personalità (o quello che vorrei fosse la mia personalità) e mi protegge da sorprese sgradevoli grazie all'anonimato, con il nick cioè sono in qualche modo più libero.
In definitiva sì, c'è anche una componente di vigliaccheria, secondo me è indubbio, parlo sempre per me. Come tutte le cose però la faccenda va calibrata bene. Sono io completamente anonimo? Non penso proprio. Molti di quelli che mi leggono sanno il mio nome e cognome, la mia (meravigliosa) faccia non è un segreto e si sa dove abito, non parliamo poi degli IP e compagnia tecnologica simile. In definitiva il mio è un anonimato di facciata. Un anonimato di primo impatto che non mi renda rintracciabile da chiunque nell'immediato, rompicoglioni inclusi. Un finto anonimato che serve più a calmare le mie paranoie (vero Billigioia?:)
Veniamo allora al primo punto: il nick me lo scelgo io. Non penso sia il caso di spiegare il fortissimo valore simbolico di scegliere da se il proprio nome, il proprio nome da battaglia. Anche qui però bisogna calibrare bene. Come dice perfettamente Stefano nei commenti a questo post (toh, uso il nome reale al posto di Cadavrexquis, forse perchè è più facile da scrivere?:) un conto è essere in qualche modo "fedeli" al proprio nick e un conto è nascondersi dietro centomila false identità usa e getta.
Io qui infatti sono e rimango Yoshi e sento la responsabilità di quello che scrivo come Yoshi, un soggetto cioè che è riconoscibile come tale e ben distinto dagli altri soggetti, quindi il nick non vuole assolutamente sminuire la faccenda. Fuori di qui sono L. S. (o altri nick che amici mi hanno dato) e penso esattamente le stesse cose negli stessi termini, cambia solo il nome. E' poco? E' tanto? Non lo so.

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