domenica

La febbre
va curata

Sabato sera al cinema, un dubbio: Be cool o La febbre? FdC opta per il secondo, e Volo sia.
Parto con un preconcetto: mi stanno sui coglioni tutti questi finti ribbelli ggiovani tanto anticonformisti e soprattutto moraleggianti (un par de palle) usciti dai programmi Mediaset. E cosa ci volete fare, ognuno ha i propri preconcetti.
Mi si dice che tutti hanno elogiato la recitazione di Fabio Volo, io rispondo con un boh! Non so, a me è sembrato uno stile via di mezzo tra un non so recitare e lo faccio vedere smaccatamente così mi diranno che son bravo e un uso un tono enfatico da actor studios de noantri. La protagonista femminile, tal Valeria Solarino, poi ha la bizzarra peculiarità di apparire strappona da urlo in una scena e sciacquetta in quella successiva, cose strane. Il resto del cast è ininfluente, regia un po' soporifera e colonna sonora più che accettabile (forse la cosa migliore del film).
La storia è sul banalotto andante con finale che più banale e scontato non si può, insomma, un tipico prodotto italiano nella media: lui si ribella al conformismo di un posto fisso con mobbing incorporato e andando contro mammà e amici segue i suoi sogni aiutato dalla strappona di cui sopra (in una settimana era già amore eterno); alla fine, indovinate un po', la strappona torna dagli USA e lo ritrova realizzato e vissero felici e contenti. Due o tre battute divertenti, due o tre inquadrature azzaccate, due o tre dialoghi che ti svegliano.
Si sta cercando di far passare questo film mediocre come denuncia sociale o addirittura film politico: ma non fatemi ridere. I miei preconcetti sono stati confermati.

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