mercoledì

Glitch hop?
Electro hip hop?
Semianonnaavesseleruote hop?

Sul numero di aprile di Blow Up c'è un articolo bello e interessante di Luca Galli su quegli artisti che, provenendo dall'hip hop, si avvicinano sempre più all'elettronica tendenzialmente più "bianca". In particolare si analizzano alcuni personaggi chiave per capire questa tendenza ormai solida. A proposito degli Anti-pop Consortium, vera band (disciolta) di riferimento a riguardo, Galli scrive

Gli APC sono riusciti nell'intento di fondere in una materia unica l'hip hop e l'elettronica: il corpo diventa unico in una prospettiva stordente, funk e glitches si alleano sprigionando tutta la loro forza subdola, è il conseguimento di un risultato che pochi altri artisti possono vantare: arrivare al tempo stesso a colpirti fisicamente e mentalmente.

Io sono d'accordo al 100%. Anzi, dirò di più: a mio avviso l'hip hop oggi sono soprattutto questi gruppi. Dipende tutto da quello che si intende per hip hop. Fai ascoltare ad un quindicenne Afrika Bambaata e ti dirà che non è hip hop abituato com'è ai ritmi tamarri di un Nas o di un 50 Cent, vaglielo a spiegare che sta ascoltando un pioniere. E qui arriviamo secondo me all'essenza vera, al nocciolo: la sperimentazione. Perchè l'hip hop è da trentanni la musica più innovativa in assoluto? Per la sua fantastica abilità nell'innovarsi e nel cambiare.
Gruppi come gli Anti-pop Consortium (e il nome non è casuale) hanno attuato una piccola rivoluzione. Diciamo la verità, non sono accettati, o non considerati, dalla maggior parte dei b-boy (di regola un gruppo conservatore e "purista") ma amati da quelli che normalmente l'hip hop lo ascoltano con il contagocce. Il problema è tutto qui. Si può definire hip hop una musica che viene guardata con sospetto dai sacri detentori della purezza del suono? Sì cazzarola, perchè dobbiamo capire una cosa: l'attitudine, è l'attitudine che fa la differenza, non il trito e ritrito bum-cha. Sono convinto che se si ha l'attitudine si possa suonare musica da camera che sia hip hop. Non chiedetemi come però, altrimenti mi mettete in difficoltà:)
Se si vuole classificare l'hip hop solo come un genere con i suoi canoni e con la sua scolastica, ok, allora quello sarà l'hip hop, e c'entrerà poco con le novità attuali. Se al contrario si vuole prendere atto che l'hip hop è prima di tutto una musica che trascende la stessa musica per farsi attitudine e soprattutto fondo comune dal quale artisti diversissimi tra loro traggono l'imput per la loro musica allora si può iniziare a ragionare sul perchè di questo trend attuale, che è sì marginale (parlando a livello di mercato), ma estremamente interessante. E di questo parleremo un'altra volta.
Mi piacerebbe che ora ascoltaste quattro canzoni. La prima è Rinseflow degli Anti-pop Consortium, canzone tratta dal primo album Tragic Epilogue; canzone ancorata ad un suono ancora definibile ma che ha già molti spunti interessanti, soprattutto la caretteristica asetticità degli APC. La seconda è Roar di Beans (ex APC), prima canzone del suo primo album solista Tomorrow Right Now; qui Beans inizia a spaziare verso suoni sempre più "elettronici", più avanti nell'album è un lento scivolamento verso la sperimentazione. La terza è Hide Ya Face di Prefuse 73 (con Ghostface e El-P) tratta da Surrounded By Silence, quest'ultima è appena uscita e secondo me spacca veramente, o meglio, è la mia attuale hit; con due pezzi da novanta come Ghostface e El-P che rappano non può essere altrimenti, aggiungiamo una base secondo me fantastica ed il risultato è questo. La quarta è sempre di Prefuse 73 e sempre dell'ultimo album, It's Crowed però si distingue dalla precedente in quanto l'elettronica la fa da padrona anche se abbiamo sempre un cordone ombelicale con il suono hip hop più tradizionale. Entrambe le canzoni sono nello stesso album, e questo dovrebbe far capire come la provenienza hip hop non sia un fattore limitante ma anzi uno trampolino da utilizzare continuamente.
Beh, ascoltatevele e sappiatemi dire.

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