lunedì

Flat tax
perchè no?

Ieri sera tornando da Milano ho giocato un po' con la morte lunga quella pista da motocross allagata che risponde al nome di Transpolesana, ossia la superstrada a quattro corsie che collega Verona a Rovigo e che dalle mie parti è popolarmente nota con il simpatico nomignolo di "strada assassina". Più che una superstrada sembra una enorme grattuggia (quando va bene) o un enorme campo minato esploso (quando va male). Ah, il guard rail centrale non l'hanno ancora messo lungo un ampio tratto (discorso in ballo da venti anni). Tra un dio stramaledetto e un madonna infame, tra un aquaplanning e una rottura degli ammortizzatori ho pensato che l'adagio populista "ahh dio can con tutto quello che paghiamo di tasse e guarda che strade da terzo mondo!" non era poi così lontano dalla verità. Non ho approfondito ulteriormente il ragionamento dato che ero impegnato anima e corpo a sopravvivere; sapete, un po' ci tengo.

Stamattina poi, mentre ero in bagno intento ad espellere i residui del più che ottimo cibo indiano di ieri sera (ristorante Nabab, piazza S. Agostino 2 a Milano, il mio ristorante indiano preferito) su Internazionale ho letto un trafiletto tratto dall'Economist nel quale si caldeggiava il sistema fiscale ad aliquota unica. Veniva fatto l'esempio dell'Estonia primo paese nel '94 ad applicare l'aliquota unica al 26% e altri paesi, tutti dell'est europa. Ora, io so che qui in Italia solo a fare un discorso del genere vieni tacciato come berlusconiano quando va bene e reaganiano quando va male, ma gli argomenti portati a favore non sono bruscolini.
  • Semplicità del modello fiscale.
  • Riduzione dei costi burocratici.
  • Equità garantita dal fatto che al di sotto di una soglia di reddito non si pagano le tasse.
  • Disincentivo ai ricchi ad evadere le tasse.
Se i soldi delle tasse fossero usati bene dallo Stato, vedi i paesi scandinavi, non ci sarebbe nessun tipo di problema. Quando invece ti guardi attorno e vedi che le strade sono delle mulattiere, gli unici insegnanti di ruolo assunti sono ormai solo quelli di religione, per una visita ospedaliera l'unico metodo per tempi brevi è il privato, la Fiat e Alitalia vivono di sussidi statali e rottamazioni etc etc. Insomma, ti viene un po' di scoramento e pensi che a questo punto è meglio cambiare qualcosa. Dato che in sessantanni non si è riusciti ad avere una spesa pubblica intelligente pensi che forse è ora di cambiare metodo ed osare.

Ora, salvo restando il fatto che lo stato sociale per i cosiddetti "bisognosi" è più che sacro, mi chiedo se in Italia sia possibile una aliquota unica al, chessò, 30%. Andare oltre alla proposta di Berlusconi di tre aliquote è un autentico salto nel buio o può funzionare? Il dinè ci sarebbe, sarebbe di meno o sarebbe di più? Insomma, andrebbe tutto in mona o no?
Alla fine i soldi in tasca, tolte le spese per quei servizi non più gratis (che a dir la verità stanno già scomparendo), sarebbero di più o di meno? Considerando che l'evasione fiscale sarebbe ridotta di molto e che i poveri non pagherebbero una lira di tasse come lavorerebbe lo stato sociale? E' fattibile o è pura illusione? Io, che l'economia non è il mio campo, lo chiedo a voi.
E poi, fare un discorso del genere è irremediabilmente "di destra" o può essere un discorso anche di sinistra?

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