mercoledì

Data decisiva

Stamattina sentivo il programma carino di Luca Sofri su Radio2 (Condor, 1o.30 circa) dove si diceva che hanno applicato la par condicio anche al referendum del 12 giugno sulla procreazione assistita. Risultato: se ne parlerà pochissimo, avvantaggiando di fatto quelli che vogliono che la gente non vada a votare.

Ecco, io penso che ormai sia chiaro a tutti che in questo Paese è in atto uno scontro di civiltà e che il referendum del 12 giugno è una delle battaglie decisive. Amelie non sarà d'accordo, ma io penso che questo referendum vada caricato enormemente di significati:
Da una parte ci sono i medievali, ossia quelli che se fosse per loro (cioè se la laicità della società, quello che ne rimane almeno, non li tirasse continuamente) applicherebbero la sharia cattolica come legge di Stato. Se fosse per loro, per esempio, in Italia l'aborto e il divorzio non ci sarebbero, e guai a mostrare l'ombelico!
Dall'altra parte abbiamo i post-rivoluzione francese, ossia coloro che si sono accorti che il papa non è infallibile e che uno Stato teocratico non è il massimo della libertà. Costoro possono benissimo essere credenti, ma a differenza dei medievali sanno accettare le libertà altrui e sanno distinguere tra religione personale e indirizzo politico nazionale.


Il referendum del 12 giugno ci dirà se in Italia c'è ancora spazio per la lotta al clericalismo o se la Repubblica teocratica vaticana italiana è un dato di fatto. Il 12 giugno sancirà la fine delle (mie) speranza per un futuro privo di ignobili ingerenze vaticane o darà una vitale boccata d'ossigeno a quanti ancora sperano nell'unica e vera guerra umanitaria, ossia la presa del vaticano e la cacciata del tiranno vestito di bianco dal suolo italiano.

Ah, mi stavo dimeticando di dire: il 12 giugno andate a votare altrimenti vengo a casa vostra e vi piscio sul tappeto.

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