martedì

Yombra
l'artista oltre l'artista

Veramente strano questo Yombra. Personaggio fuori da qualsiasi circuito di qualsiasi tipo, estremamente originale ed estremamente indigesto. Dopo aver sperimentato ogni sorta di strumentazione decide paradossalmente di utilizzare solo software scaricabile dalla rete e produce le sue canzoni elettroniche solo con quello.
Inizia quindi il suo bizzarro e assurdo viaggio al contrario all'interno dello stile. Ad un primo ascolto la sua Too No More può sembrare un'accozaglia di suoni male assortiti, un esempio di dilettantismo estremo e sgradevole, una merdata unica in definitiva.
E qui vuole arrivare Yombra: all'estremo nichilistico nell quale le singole parti della canzone si sovrappongono male e senza continuità di sorta, un rimescolamento assurdo e postmoderno dove il mantra too no more funge da catarsi liberatoria, quasi un salvacondotto verso il premoderno archetipo di passata felicità.
Possiamo solo immaginare dove porterà questa sperimentazione di un artista che possiamo definire in ascesa verso l'empireo dell'immortalità musicale. Parole pretenzione? Noi non lo crediamo. Dopo attento e ripetuto ascolto di Too No More (ascoltandola almeno dieci volte di fila si inizia a cogliere l'enorme complessità) ci siamo resi conto di essere di fronte ad un evento che poche volte capita nella vita.
Vogliamo concludere con le parole stesse dell'artista che spiega perfettamente la sua arte racchiusa in 1 minuto e 41 secondi

Too No More è stata la mia risposta alla guerra in Iraq e al trattato di Versailles. Trovo estremamente ludico e ieratico il beat quasi tecno che mi è servito ad introdurre questa mia moderna preghiera per la pace nel mondo, cosa c'è di meglio che urlare too no more? E' come dire "ehi! ci avete detto troppi mai più, adesso è giunto il nostro turno, noi siamo il mondo, noi siamo i bambini!".

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