mercoledì

Vento del Nord

Ne hanno già parlato in tanti, come Stefano, ma non posso assolutamente esimermi dal dire che la Padania tutta aspetta trepidante di poter votare cotanto personaggio.

Il suo mito?
«Napoleone.A casa ho anche i busti. Insomma, qualcuna ne ha combinata. Grande condottiero. Grande. Sono andato anche a vedere il campo di battaglia dove perse».
Dove?
«A... Dai che non mi viene... OSignùr, come si chiama? ».
Waterloo?
«Ecco. Waterloo. Grande, Napoleone. Morto in esilio col suo uomo fedele al fianco che ha bloccato l’ora dell’orologio. Diciassette e 48 minuti. Mi pare».
Oltre a Napoleone?
«Marco Aurelio», suggerisce Maruska. Lui: «No, no. L’impero romano non lo considero. Non sopporto ’sta Roma de noantri... L’impero romano, per carità! Non lo considero. Gusti personali. Carlo Cattaneo, ecco».
Altri?
«Umberto Bossi».
Napoleone, Cattaneo e Bossi...
«Oh, qualcosa ha fatto. Quando facevo le medie, sui libri, c’era già Umberto Bossi!».
Insomma, lei oggi vuol dire: sono qua.
«Certo. Visto che non è mai stato affiancato il mio nome a quello di mio padre è giusto che si capisca una cosa: io sono veramente vicino a lui. È un grande esempio per me. Un grande professore. Io amo la Lega. Amo la Padania».
Oltre a queste, che passioni ha?
«Sono un tifoso del Milan. Grandissimo tifoso del Milan».
Che libri ha sul comodino?
«Vento del nord. Lo leggo sempre».
Perché, quante volte l’ha letto?
«Tre, quattro... Non so. È un libro che mi piace rileggere spesso».
Insomma, è la sua Bibbia?
«Ecco, sì, la mia Bibbia. Mi fa capire... È come se mio padre mi parlasse. Ma le dicevo: il Milan... ».

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