mercoledì

La grande Cina
e la piccola Italia

Oggi mi sono un po' rattristato pensando al declino industriale italiano. No no, non sto parlando delle grandi aziende finto-private-parastatali come la Fiat ma a tutte quelle industriette che abbondano qui. Le cose non vanno molto bene per molti e assai bene per quei pochi che vanno in Cina. Ma alla fine se Tizio perde il lavoro perchè la sua fabbrica è andata in Cina, non ha più soldi e di conseguenza non compra più l'oggetto X della ditta Y che è andata in Cina per risparmiare, insomma, alla fin fine ci perdono tutti no? Se il consumatore è povero lo è anche l'industria.
No, basta che la ditta Y venda in Cina. Insomma, il mercato si sposta, sia i produttori che i consumatori. E la povera vecchia Europa (e l'Italia in primis) lo prende nel culo.
Forse. Sarà, ma io dietro questa grandissima delocalizzazione in atto ci vedo anche tanta moda. Molti dicono che presto si sgonfierà almeno un po', anche perchè (per adesso) i cinesi risparmiano sì moltissimo in manodopera ma teniamo conto che comprano le materie prime ad un prezzo più alto.
Però. Teniamo anche conto che i nostri amati cinesini hanno già superato la fase della brutta copia. Oggi possono, per esempio, farti uno stampo per materie plastiche al 30-40% in meno del prezzo di mercato di qui, consegna più veloce (anche se sono dall'altra parte del mondo) e la qualità è uguale a quella di uno stampo nostrano.
La soluzione sono i dazi? Non penso proprio. Forse nel 1700 sarebbero stati un'ideona, ma oggi, cristiddio, lo sapete come gira il mondo globalizzato oggi? No, è più facile infiltrare agitatori sindacalisti in ogni fabbrica cinese che aizzino gli operai a rivendicare robusti miglioramenti di bustapaga che innalzare inutili e controproducenti dazi.
E quindi? Quindi boh. Sinceramente non lo so; puntare sull'innovazione dicono tutti. Sì certo, bel discorso che in Italia è utopia purissima. Cazzo vuoi puntare sull'innovazione tecnologica se sforniamo trenta filosofi* per ogni ingegnere e se i soldi per la ricerca semplicemente non esistono? Siano miopi, anzi, ciechi, riguardo al futuro; lo siamo sempre stati eh, ma se prima bene o male ci barcamenavamo agilmente, oggi siamo destinati al declino.
E' una questione di cicli. Si chiude lentamente (ma non troppo) l'era occidentale e se ne apre un'altra con nuovi protagonisti. Migliore? Peggiore? Non si sa, diversa. Penso.
*con tutto il rispetto per i filosofi e gli umanisti in genere (dei quali penso di far parte anch'io).

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