domenica

Sono la maggioranza
sticazzi

Erano in pochi a chiamare Patria l'Italia.
Erano in pochi a dire "prima di tutto la sicurezza".
Erano in pochi contro immigrazione clandestina.
Ora mi si dice siano la maggioranza, purtroppo.

Intanto vorrei sapere da dove hanno tirato fuori tutti i soldi per deturpare con il faccione di Fini l'Italia intera. Ma questi cartelloni di un cattivo gusto unico hanno avuto il loro pregio: mi hanno fatto pensare a quanto "la sinistra" italiana sia stata sconfitta mortalmente. Sconfitta in quanto ha accettato passivamente (vedi per esempio l'ultimo congresso DS) tutta la retorica della destra e sta addirittura tentando di farla propria.
Chiamare un paese che ha conosciuto la dittatura fascista Patria penso sia quanto di meno auspicabile possibile. Meno nazionalismo c'è meglio è, non capisco questo tentare da parte di certa sinistra di rincorrere la becera retorica nazionalista della destra, l'immagine di un Fassino che sventola la bandiera italiana durante il congresso proprio non la capisco, a cosa serve? A rincorrere elettori? Mah.
"Prima di tutto sicurezza" me la devono proprio spiegare. Cosa vuol dire? Che la sicurezza viene prima dei diritti civili? Che in nome della sicurezza le libertà fondamentali possono essere accantonate? Che ci vuole l'uomo forte? Dai signori, spiegatemelo. Ma se la legge e l'ordine vi stanno così a cuore come mai state aiutando il vostro capo e i suoi amici a scansare tutti i processi? Cosa succede?
La sinistra poi sta mostrando tutta la sua debolezza sulla questione dell'immigrazione clandestina. Certo, a parole è contro la famigerata legge Bossi-Fini ma non è stata forse la sinistra in preda ad una spasmodica ricerca di consensi a varare la Turco-Napolitano che ha dato il via a tutta la merdaglia dei lager di prima accoglienza etc etc? Signori cari, se voi volete convincerci che l'immigrato senza carte sia un mostro assetato di sangue fate pure, ma noi sappiamo bene che il vero Male è altrove. E finitela con questi cartelloni patetici che ci fanno solo ridere; e piangere a pensare che oggi voi siete maggioranza e che la minoranza si sta maggiorizzando.

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