martedì

Riascoltare i R.A.T.M. oggi
64 Song (9) (10)

Tom Morello, l'incredibile chitarra dei Rage Against The Machine, a gruppo ormai disciolto dichiarò che ormai non aveva più senso andare avanti col gruppo dato che appena si entrava in sala di registrazione sapevano come avrebbe suonato il nuovo materiale, insomma, schiavi del loro proprio stile.
Ed è vero. Paradossale fine questa per un gruppo che ha creato a detto di molti (me compreso) l'album più innovativo, diciamo rivoluzionario vah, degli anni '90: Rage Against The Machine uscito nel 1992 (Sony Music) è stata una botta incredibile, qualcosa che capita veramente poche volte nella vita, un nuovo stile musicale era stato creato e noi lì ad inebriarci di potenza. Evil Empire e The Battle Of Los Angeles sono due dischi stupendi, fantastici, potenti e grandiosi ma un po' troppo simili al primo. Non c'è da biasimare i R.A.T.M. per questo, non si possono creare rivoluzioni a getto continuo.
Riascoltare questi tre cd oggi di seguito (escludiamo l'album di cover Renegades e il live) è osservare la parabola di un gruppo che doveva per forza essere breve, pena la banalità e la ridicolaggine di proporre all'infinito la stessa minestra. Dobbiamo quindi ringraziare le bizze da primadonna del cantante Zack De La Rocha che hanno sciolto il gruppo. A proposito del cantante, ormai non sento più parlare del suo fantomatico disco da solista al quale si è detto avrebbero partecipato anche Dj Shadow e un milione di altri calibri da 90. Riascoltiamo quindi i R.A.T.M. e paragoniamoli a quella merda immonda del cosiddetto nu metal alla Limp Bizkit, ovvio che non ci sono paragoni.
Ascoltiamo quindi Bombtrack, la prima canzone del primo cd, e War Within A Breath, l'ultima canzone dell'ultimo cd (esclusi sempre l'album di cover e il live). Un unico filo conduttore, un unico stile, un'unica energia, yeah.

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