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La scuola in Giappone

In Giappone esistono direttive nazionali per i programmi d'insegnamento nelle scuole elementari e medie. I testi scolastici inoltre devono essere approvati dal Ministero dell'Istruzione. Tutto ciò rende l'insegnamento estremamente controllato e "conservatore". Molti eventi storici sono infatti scandalosamente taciuti, come ad esempio la strage di Nanchino ad opera dell'esercito giapponese o la battaglia di Okinawa.
Le università si dividono in statali, municipali e private, a seconda della provenienza delle loro principali fonti di finanziamento; tuttavia anche le università private ricevono un sussidio statale. L'esame di ammissione all'università costituisce uno degli eventi centrali della vita di uno studente e determina tutta la sua carriera futura. Al momento della domanda di ammissione lo studente deve scegliere la specializzazione poichè gli esami variano a seconda delle facoltà.
Non è insolito che uno studente che non sia riuscito ad essere ammesso in una buona università frequentare per un anno una scuola intensiva (yokibo) che lo prepari per un nuovo tentativo. Addirittura molti studenti delle superiori frequentano queste scuole di sera o nei fine settimana.
Quindi il sistema scolastico giapponese è diverso dal nostro. Là l'ostacolo maggiore è entrare, qui uscire. Là la selezione è all'entrata, qui all'uscita. Là è tutto un gioco di causa-effetto: buona scuola elementare-->buona scuola media-->buona scuola superiore-->buona università-->buon posto di lavoro. Il sistema educativo giapponese è quanto di più stressante e mostruoso possa esistere. Non sono rari i casi di suicidi di ragazzini sfiancati dall'assurdo ritmo che sono costretti a subire; infatti oltre alle ore di scuola e doposcuola molto spesso devono frequentare, per un maggiore prestigio sociale, scuole di musica o praticare vari sport.
Insomma, c'è sempre qualcuno che è messo peggio di noi.

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