mercoledì

From nowhere

Ti chiedi se abitiamo in un Paese per il quale andare fiero, se orgogliosamente dici ad uno straniero Sono italiano! Non lo so, io non mi sono mai posto questo problema, io cerco disperatamente di andare fiero solo di me stesso.
Un vecchio cantautore francese aveva scritto una canzone divertente, La ballata di quelli nati in qualche posto, nella quale si prendeva gioco dei mediocri che altro non hanno di che vantarsi se non l'essere nato in qualche posto famoso, se ci pensi tutto il patriottismo si fonda su quello: vantarsi di qualcosa che non richiede nessuno sforzo, cosa alquanto triste no? Se pensiamo che poi il passo seguente, automatico, diventa il nazionalismo sempre peggiore, beh, la cosa è ancora più triste.
Dicevo, essere fiero di essere italiano va bene per una serata in compagnia di amici crucchi, ma se il vanto continua nei giorni successivi, nei mesi e anni seguenti, beh, si entra un po' nella patologia secondo me. Da qualche anno sembra che la maggioranza degli italiani sia entrata nella patologia. Ovvio, quando le cose vanno bene siamo tutti cosmopoliti e aperti, quando va un po' di magra tiriamo fuori i nostri lati peggiori, e via con il chiamarla Patria e con tutti gli annessi e connessi. E dimentichiamoci pure il Ventennio, e dimentichiamoci pure dove ci ha portato la fede nella patria, il fottuto Destino Fatale.
La fede nella Patria è, appunto, una fede. Di derivazione dalla religione tradizionale, ne conserva i tratti irrazionali e illogici; e cristiddio oggi abbiamo un enorme bisogno di Ragione e di Logica.
Altrochè tricolore.

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