lunedì

PULP-FISHION

Leggi qui la prima parte

C'era una volta una bambina che aveva una boccia per pesci vuota.
La boccia era a forma di boccia e con la base di plastica gialla.
Una boccia vuota è buona solo a prendere polvere in cantina, a meno che il babbo non ti compri un pescetto rosso alla festa dell'oratorio, e così fece il babbo della bambina in questione.
Il pescetto rosso se ne stava tranquillo nella sua boccia a nuotare in tondo, gli si dava da mangiare, gli si cambiava l'acqua due volte a settimana, si faceva guardare.
La bambina non riusciva a trovargli un nome, probabilmente a cuasa della sua insulsaggine di pesce rosso.
La famiglia poi andò al mare e lasciò alla zia il pesce e il bonsai per una settimana. Entrambi non resistettero e morirono: chi per troppo cibo, chi per troppa acqua.
La bambina, dopo aver saputo la notizia, si sedette in riva al mare (era una giornata un po' nuvolosa) e si mise a disegnare con uno stecco un pesce. Non perchè la sua morte le dispiacesse davvero, ma perchè in tv i bambini sono sempre addolorati quando muore il pesce.

Dopo un anno il padre le comprò tre pesci alla festa di Padre Pio e una nuova vaschetta: questa volta rettangolore e con il coperchi azzuro e il manico.
Un pesce era cannibale e divorò un compare; successivamente i due rimasti cominciarono a perdere le squame. Il padre comprò allora dell'amuchina per disinfettare l'acqua, ma per sbaglio invece che 7 gocce fece cadere mezza boccetta nella vaschetta: nonostante il rapido cambio dell'acqua, la dose fu letale e il giorno dopo i due pescetti morirono.
E da quel dì nessun pescetto fece guizzare più la sua pinna in casa.

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