giovedì

Nuclearizziamoci

Lo sapete, io degli italiani non mi fido molto. E così scelte già insostenibili negli altri paesi, se attuate qui mi farebbero sudare freddo. Ecco, dopo l'ennesima sparata del Testa di Cribbio sul ripensamento al nucleare, mi sono immaginato come sarebbe una centrale nucleare in Italia e l'unica immagine che mi è venuta in mente è quella di Homer Simpson che lavora alla centrale nucleare di Springfield.
Ma facendo uno sforzo disumano e provando a non pensare a tutte le facilonerie, pressapochismi e mafionerie che girerebbero intorno alle centrali nucleari italiane (a proposito, dove le facciamo? siamo pronti alle insurrezioni anti-centrale?) vediamo cosa ci dice La scienza di Gaia di Franco Ricci Lucchi (ed. Zanichelli)

L'energia elettrica prodotta da centrali nucleari basate sulla fissione dell'uranio avrebbe dovuto rappresentare secondo i suoi sostenitori il 20-25% dell'energia complessiva alla fine del secolo. Adesso siamo appena al 5% e si arriverà forse al 10%. Ciò per diversi motivi: l'aumento dei costi di costruzione di queste centrali, la manutenzione onerosa, le continue interruzioni nel funzionamento (dall' 88% della capacità prevista a uno scarso 60%) e l'allarme suscitato da alcuni clamorosi incidenti hanno fatto cancellare molti progetti e piani governativi.
[...] Il rischio nucleare non è limitato al funzionamento della centrale. Ad esempio, quando il combustibile si esaurisce o la barra che lo contiene si deteriora a causa delle radiazioni, essa viene rimossa e messa in una piscina; qui sta in attesa di essere rimossa definitivamente dall'ambiente e depositata in un luogo sicuro, non in contatto con la biosfera (luogo non ancora individuato, poichè dovrebbe rimanere sigillato per un tempo pari ad almeno 5-6 periodi di dimezzamento del plutonio, cioè 120 - 150.000 anni).
[...] Una centrale nucleare funziona per 30-40 anni al massimo, dopodichè i materiali esposti al bombardamento di neutroni o a continui e forti sbalzi di temperatura e pressione si deteriorano e l'impianto deve essere chiuso. Non può però essere abbandonato, né smantellato immediatamente, a causa della radioattività che emana dal reattore e dall'area circostante. Lo si mette "sotto naftalina" (sarcofago) o mettendovi guardie attorno; quando non sarà più radioattivo, potrà essere smantellato (a costi sempre molto alti). Alle future generazioni lasciamo dunque in eredità più di 400 oggetti di questo genere oltre a una massa di rifiuti solidi e liquidi che non si è ancora deciso come e dove smaltire. E' conveniente aumentarne il numero? Il ciclo nucleare è relativamente pulito dal punto di vista ecologico; il funzionamento della centrale ha un impatto inferiore a quello di qualsiasi altro inpatto di potenza, esclusi quelli idroelettrici. Il problema vero del nucleare è quello dei rischi, ed è un problema veramente complesso in cui si intrecciano elementi tecnici, militari e naturali.

Ecco insomma, ma chi ce lo fa fare? Ah già, il Testa di Cribbio.

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