mercoledì

Mucchio

Il Mucchio è tornato mensile. Io ero un lettore occasionale de Il Mucchio Selvaggio settimanale, ora sarò un lettore abituale del Mucchio mensile, un formato a me più congeniale.
Vi consiglio caldamente di comprarvi il Mucchio, un mensile musicale dove la musica occupa sì e no il 50% (ed è musica di qualità), il resto è politica, cinema, libri, società etc etc, il tutto con un occhio assolutamente non-allineato e libero (il loro numero di nemici a destra e a sinistra è uguale); unico filo conduttore l'antiberlusconismo viscerale. Tra gli articoli migliori di questo numero di gennaio c'è un fantastico pezzo al vetriolo di Massimo Del Papa sui disobbedienti, un'intervista a Vauro e un'altra a Marcello Baraghini della mitica "Stampa Alternativa" e tantissime altre belle cose (146 pagine + un cd compilation della Domino a 5 €, li vale veramente tutti).
Tra le rubriche c'è Mediapolis e in questo numero si parla di una cosa che io sostengo da sempre, ossia l'assurdità di avere tonnellate e tonnellate di canzoni che alla fine non si ha più il tempo materiale per ascoltare; a conclusione dell'articolo si dice
E' ora di imparare a sfruttare le opportunità che ci sono state offerte dalle nuove tecnologie, maturando una personale capacità di scelta e riassaporando il gusto antico dell'ascolto al rallentatore. La musica non si ingoia, ma si assaggia, si sceglie e quindi si gode, magari dopo aver ricompensato chi ci ha permesso tale godimento. legittimando così la coesistenza di un sistema di "degustazione" gratuita e uno di acquisto: per dirla in termini contemporanei, Kazaa più iTunes calibrati da un pizzico di illuministico buonsenso. Un'utopia? Più che altro una filosofia di ascolto applicata all'epoca digitale, che battezzerò e brevetterò con il nome di slow music: contro la bulimia del download selvaggio (che sta lentamente svilendo la musica) e contro la follia del copyright totalitario (che la sta rapidamente soffocando).

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