domenica

INCONTRO CON L'ARTE

Se avessi scelto un percorso diverso e avessi percorso le vie del design o della moda, avrei potuto raccontare questo anedotto al giornalista di turno che mi intervistava.

Quando avevo circa sette anni, una domenica mattina mio padre mi portò a visitare l'atelier di questo signore. Questo signore era un suo cliente, nonchè conoscente di mio nonno.
Il suo laboratorio era un normale appartamento, e in ogni stanza c'erano un sacco di suoi lavori.
In mezzo alla sala c'era un tavolo dove erano appoggiati diversi oggetti, lungo le pareti c'erano dei ripiani con sopra alberi fatti con il fil di ferro, scatolette "mucca in scatola" che quando le giravi facevano muuuuuu. Sopra un tavolino c'era poi la ruota del ritmo: sopra una base di legno c'era una ruota con due serie di buchi e una manovella, più, un po' distanziati, un pezzo di legno con due linguette di plastica; inseriti nella base c'erano tanti pezzetti di legno lisci o rigati di due dimensioni, che andavano messi nei buchi come si voleva per creare dei ritmi girando la manovella.


disegno fatto da me per farvi capire com'era la ruota del ritmo

Siccome ero una bambina tendente al mutismo e timidissima, il signor Munari, grande amico dei bambini e sostenitore della creatività infantile, mi fece sedere su uno sgabellino e giocare con la ruota. Quel gioco mi piacque così tanto che mio padre ottenne il permesso di farne una copia, che ho tenuto per tanti anni in salotto e che ora è in cantina (o forse l'ha messa in laboratorio?).
Alla fine ho visitato una stanza più piccola, dove c'era il suo prototipo di questo letto/abitacolo per bambini



e poi siamo tornati a casa.
(che favoloso temino delle elementari...)

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