martedì

Il viaggio alle isole

L'Onzoshi shimawatari (Viaggio dell'Onzoshi alle isole, 1730 circa) è un otogizoshi, ossia un racconto destinato a ragazze in età da marito.
Durante l'epoca Tokugawa (1603-1867) gli otogizoshi conobbero una vasta diffusione tra un pubblico di giovani. Caratterizzati dalla brevità del testo, uso della lingua parlata, presenza di una morale religiosa e etica allo scopo di edificare il pubblico.
Ma perchè mi interessa l'Onzoshi shimawatari? Semplice, il protagonista è il nostro amico Yoshitsune (onzoshi era il titolo dato ai giovani nobili della famiglia Minamoto). Racconta del viaggio di Yoshitsune a Chishima (le isole Curili) dal re Kanehira alla ricerca di alcuni testi sacri che permetterebbero ai Minamoto di conquistare il Giappone. Dove sta la bellezza del racconto? Nel fatto che qui Yoshitsune non è rappresentato nè come un guerriero nè come un nobile Heian ma bensì come una persona ragionevole pronta ad ascoltare gli altri, mai arrogante nè insolente; e soprattutto comunica con tutti senza alcun pregiudizio, siano essi mostri o re. In questa odissea che caratterizza il racconto il "diverso" non significa "malvagio" e il "grottesco" non è "mostruoso" e inferiore all'uomo. La funzione del racconto sembra quella di voler avvicinare i lettori a popolazioni sconosciute. E' quindi un'opera differente dal solito, mentre infatti nelle altre opere simili come il Konjaku monogatari il "diverso" va sottomesso, qui uomini e "mostri" sono sullo stesso piano e dialogano senza venire alle armi.
E poi c'è quel gran figone di Yoshitsune.

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