domenica

Giazin
(ghiaccino)

Camminiamo per una Le.gnago gelida e non c'è nessuno, mi cola il naso, si accende una sigaretta e io gli chiedo se fuma ancora e se non sarebbe anche ora di smettere, così, tanto per fare l'amico rompicoglioni. Non c'è veramente nessuno e Via Ro.ma fa paura da quanto è vuota.
Hanno cancellato, o forse non l'ho vista, la scritta che più ci piaceva e ci faceva ridere, quella che urlavamo per strada, quella che nella sua semplicità e trivialità esprimeva perfettamente la realtà: Le.gnago luamara! (=merdaiola)
Piazza Ga.ribaldi è immersa nel ghiaccio, c'è solo una ragazza che fuma appoggiata ad una bici, camminiamo e mi dice che avere la foto della propria ragazza come sfondo dello schermo del proprio cellulare fa proprio sedicenne, mi giustifico dicendo che io la mia ragazza non la vedo ogni giorno come lui.
Camminiamo per andare al Chiosco a prendere qualcosa, mi fermo al Parco e piscio contro un albero, non ce la facevo più. Al Chiosco ci sono tutte coppiette puccipucci, come al solito ci prenderanno per due gay, ci siamo abituati. Si parla di come i videogiochi strategici mi abbiano corrotto dentro e alla fine svuotato, io avrei quindi bisogno di sola azione pura, spara spara spara e basta, penso abbia ragione.

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