giovedì

Studenti stranieri non venite
che è meglio

Il professor Mauro Mastrogiacomo ha scritto questa lettera appersa ieri su Repubblica

Da accademico italiano (università di Roma 3) trapiantato all'estero (Università libera di Amsterdam) ho sorriso alle parole del capo dello Stato che esorta l'università ad assorbire più studenti stranieri. Per carità! Evitiamo che all'estero si sappia in che stato versa la nostra Accademia. Immagini, caro direttore, che quando io entro in aula per fare lezione ad Amsterdam ho al massimo 50 studenti e la prima cosa che chiedo è: " C'è qualcuno che non comprende bene l'olandese e preferirebbe la lezione in inglese?". Se c'è anche un solo straniero si cambia lingua. Per di più i libri sono già in inglese e i miei appunti pure. Agli esami stessa cosa.
Per contro in Italia 50 studenti sono solo quelli che ti stanno attorno alla cattedra e che impediscono agli altri 300 di vederti. Per non parlare del fatto che gli studenti (ed, incredibile a dirsi, molti miei colleghi docenti) non sono in grado di affrontare una lezione in inglese.
E quindi questi stranieri dove li mettiamo? In fondo all'aula con 350 persone a giocare a carte perchè non capiscono un'acca di quello che il docente dice? Se prima l'università non si modernizza che senso ha propagandarla all'estero?

Come non dare ragione a questo professore? E già che ci siamo, ricordiamo una, fra le tante, delle enormi cazzate dette dall'allora candidato Berlusconi, ossia le famigerate tre i della scuola dell'era berluscona: internet, inglese, impresa. A parte il fatto che non capisco cosa cazzo c'entri l'impresa con la scuola (mentalità imprenditoriale nella scuola? vogliamo scherzare spero) e che per avere internet bisogna avere prima i computer, vogliamo parlare dell'inglese nelle scuole? Vogliamo dire che nella scuola italiana l'inglese non lo impari? Vogliamo dire che è sì colpa delle poche ore, ma anche di professori di lingua che stanno lì solo per scaldare la sedia? Dalla mia, e di molti amici e conoscenti, esperienza posso dire che l'inglese lo impari quasi da autodidatta per motivi di forza maggiore, tipo dover studiare libri in inglese. Io gioirò il giorno in cui un professore verrà licenziato per incompetenza.

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