mercoledì

E' un mondo triste
e lo sarà sempre di più

Nei giorni seguenti all'attacco terroristico dell'11 settembre a New York, fra i tanti filmati amatoriali trasmessi dalla tv me ne ricordo in particolare uno: un tizio dal porto sta filmando lo schianto del secondo aereo, urla e dice più o meno Oh mio Dio, è la più grande tragedia dell'umanità! All'epoca si parlano di 30.000 vittime (mentre ora sappiamo essere meno di 4.000) ma io avevo subito pensato che quel testimone oculare stesse esagerando. Insomma, senza contare tutte le guerre anche solo locali, pensiamo alle sciagure naturali: un mattatoio senza fine. Certo, per quell'americano quella era La Catastrofe essendo lui partecipe in prima persona, ma oggettivamente il crollo delle Twin Towers non è stata una catastrofe immane dal punto di vista del numero delle vittime. Sicuramente è stata la più scenografica essendo stata in diretta e in mondovisione, il fatto poi che sia avvenuta nella città più importante del Paese più importante le conferisce una drammaticità ulteriore.
E adesso abbiamo questo maremoto che secondo le ultime stime ha causato 100.000 vittime. Purtroppo sappiamo tutti benissimo che un morto occidentale non vale un morto orientale, come dice Stefano il discrimine è il potere d'acquisto. Dicono che il centro di rilevamento degli tsunami delle Hawaii abbia rilevato il maremoto da subito ma che si sia trovato di fronte al paradosso di non sapere a chi comunicare il pericolo, boh, non lo so, ma mi fa rabbia pensare che quello che fotte sempre le persone sia la miseria. Fosse successo nel Pacifico le popolazioni della California o del Giappone sarebbero state allertate subito anche tramite sms, ma è successo nell'oceano Indiano ed è stata un'ecatombe.
Ieri ho visto in tv un operatore turistico che invitava la gente a partire per la Thailandia essendo stata colpita solo la costa occidentale, quella orientale invece era perfettamente funzionante a ricevere turisti. Avrei voluto sputare sullo schermo. Certo, io cerco di mettermi nei panni del povero impiegatuccio che si è visto fottuta l'agognata e sudata vacanza da sogno (forse anche turismo sessuale vah) in Thailandia ed ecco che riceve un via libera per andare in una zona risparmiata da una catastrofe, cosa farei io? Partirei? Me la sentirei di andare a prendere il sole in spiaggia quando a poche centinaia di kilometri la gente muore, si dispera, è annichilita? No, non penso avrei il fegato. Ma forse non mi metto bene nei panni dell'impiegatuccio.

Triste coincidenza
La notte della tragedia ho sognato che ero davanti al pc e veniva un terremoto lunghissimo, nel sogno ad un certo punto mi sono chiesto Ma quando finisce? aumenta sempre più! Ecco, possiamo vedere questa coincidenza sotto due punti di vista
Ipotesi romantica Essendo io interessato alle civiltà orientali, la mia anima è in collegamento diretto con quella zona colpita dal maremoto e quindi ho sentito che stava accadendo qualcosa di terribile. Questa mia empatia si è trasmessa al mio sogno che mi ha avvertito.
Ipotesi concreta Come insegna la statistica, prima o poi si fanno sogni coincidenti, più o meno, con quello che sta accadendo realmente a persone conosciute o a fatti reali.

Il 2004 si chiude di merda per Gaia, il pianeta che vive sempre più a fatica. Vorrei essere ottimista ma proprio non ce la faccio, non si vede un segnale di ottimismo che sia uno per questo triste mondo. Comunque, buon anno a tutti e speriamo che sia un anno, se non meglio, almeno non peggiore di questo che sta finendo.

Peace, Love and Havin' Fun.

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