mercoledì

Che siate maledetti
(i preti ovviamente)

Oggi, primo dicembre, è la giornata mondiale della lotta all'Aids. D'accordo, queste giornate sono un po' troppo retoriche, un po' troppo spettacolarizzanti, un po' troppo vuote. Però un merito ce l'hanno: fanno parlare (o dovrebbero far parlare) dell'Aids.
Perchè bimbi belli di Aids si muore ancora, anzi, più che mai: 40 milioni di malati nel mondo dei quali 29 milioni nella sola Africa. Il 90% dei sieropositivi non ha i farmaci antiretrovirali (le uniche medicine che fermano il corso dell'Hiv), dei 40 milioni di cui sopra solo 400 mila quindi sono in cura, indovinate dove? Ovvio, nella stragrande maggioranza dei casi nei paesi dell'Europa occidentale e dell'America del nord, ciao ciao Africa, ciao ciao Asia.
La prevenzione quindi sembra la strada da battere in modo massiccio. Prevenzione dio bono significa conoscenza del pericolo e soprattutto uso del goldone aka guanto aka cappuccio aka condom aka preservativo. Il preservativo, lo dice la parola, preserva: ti salva.
Ma ecco che immancabile arriva l'autorevole voce dell'immondo vaticano, cito da la Repubblica di oggi:
Nella giornata mondiale della lotta all'Aids il vaticano ribadisce la sua posizione: è la castità l'unica via davvero sicura per prevenire il diffondersi dell'epidemia, alla cui radice, come ha detto ieri il cardinale Javier Lozano Barragan (che Iddio lo fulmini, NdY) c'è anche una "immunodeficienza di valori morali e spirituali".
Capito il Grande Satana (il vaticano)? Questi non lo possono più dire apertamente per paura dello sdegno e dell'indignazione ma fanno capire che sono ancora dell'idea che l'Aids sia una sorta di malattia moralizzante, cioè tutte quelle categorie peccatrici come i drogati, i gay o chi fa sesso fuori dal matrimonio un po' se la cerchino, che facciano a meno di fare le loro porcherie. Ma maledetto vaticano, mi parlano di immunodeficienza di valori morali e spirituali quando sono loro che con la loro politica criminale e assassina di considerare peccato il preservativo sono complici della diffusione del contagio: complici, complici, complici!
Mi verrebbe quasi voglia di sporgere denuncia contro tutta la gerarchia ecclesiastica per concorso in omicidio plurimo.

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