venerdì

FdC=Fine Delle Canne Primo capodanno senza maria. Biasimatela.

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giovedì


Un messaggio di speranza

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mercoledì

E' un mondo triste
e lo sarà sempre di più

Nei giorni seguenti all'attacco terroristico dell'11 settembre a New York, fra i tanti filmati amatoriali trasmessi dalla tv me ne ricordo in particolare uno: un tizio dal porto sta filmando lo schianto del secondo aereo, urla e dice più o meno Oh mio Dio, è la più grande tragedia dell'umanità! All'epoca si parlano di 30.000 vittime (mentre ora sappiamo essere meno di 4.000) ma io avevo subito pensato che quel testimone oculare stesse esagerando. Insomma, senza contare tutte le guerre anche solo locali, pensiamo alle sciagure naturali: un mattatoio senza fine. Certo, per quell'americano quella era La Catastrofe essendo lui partecipe in prima persona, ma oggettivamente il crollo delle Twin Towers non è stata una catastrofe immane dal punto di vista del numero delle vittime. Sicuramente è stata la più scenografica essendo stata in diretta e in mondovisione, il fatto poi che sia avvenuta nella città più importante del Paese più importante le conferisce una drammaticità ulteriore.
E adesso abbiamo questo maremoto che secondo le ultime stime ha causato 100.000 vittime. Purtroppo sappiamo tutti benissimo che un morto occidentale non vale un morto orientale, come dice Stefano il discrimine è il potere d'acquisto. Dicono che il centro di rilevamento degli tsunami delle Hawaii abbia rilevato il maremoto da subito ma che si sia trovato di fronte al paradosso di non sapere a chi comunicare il pericolo, boh, non lo so, ma mi fa rabbia pensare che quello che fotte sempre le persone sia la miseria. Fosse successo nel Pacifico le popolazioni della California o del Giappone sarebbero state allertate subito anche tramite sms, ma è successo nell'oceano Indiano ed è stata un'ecatombe.
Ieri ho visto in tv un operatore turistico che invitava la gente a partire per la Thailandia essendo stata colpita solo la costa occidentale, quella orientale invece era perfettamente funzionante a ricevere turisti. Avrei voluto sputare sullo schermo. Certo, io cerco di mettermi nei panni del povero impiegatuccio che si è visto fottuta l'agognata e sudata vacanza da sogno (forse anche turismo sessuale vah) in Thailandia ed ecco che riceve un via libera per andare in una zona risparmiata da una catastrofe, cosa farei io? Partirei? Me la sentirei di andare a prendere il sole in spiaggia quando a poche centinaia di kilometri la gente muore, si dispera, è annichilita? No, non penso avrei il fegato. Ma forse non mi metto bene nei panni dell'impiegatuccio.

Triste coincidenza
La notte della tragedia ho sognato che ero davanti al pc e veniva un terremoto lunghissimo, nel sogno ad un certo punto mi sono chiesto Ma quando finisce? aumenta sempre più! Ecco, possiamo vedere questa coincidenza sotto due punti di vista
Ipotesi romantica Essendo io interessato alle civiltà orientali, la mia anima è in collegamento diretto con quella zona colpita dal maremoto e quindi ho sentito che stava accadendo qualcosa di terribile. Questa mia empatia si è trasmessa al mio sogno che mi ha avvertito.
Ipotesi concreta Come insegna la statistica, prima o poi si fanno sogni coincidenti, più o meno, con quello che sta accadendo realmente a persone conosciute o a fatti reali.

Il 2004 si chiude di merda per Gaia, il pianeta che vive sempre più a fatica. Vorrei essere ottimista ma proprio non ce la faccio, non si vede un segnale di ottimismo che sia uno per questo triste mondo. Comunque, buon anno a tutti e speriamo che sia un anno, se non meglio, almeno non peggiore di questo che sta finendo.

Peace, Love and Havin' Fun.

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martedì


Maitreya (Miroku), il buddha che verrà

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lunedì

Sri Lanka
Contesa a lungo per il commercio delle spezie tra portoghesi e olandesi, la grande isola a sud-est del subcontinente indiano passò alla fine del 18° secolo sotto il controllo della Compagnia delle Indie britannica che vi impose il proprio monopolio commerciale. Nel 1802 l'isola divenne colonia della Corona e vide trasformare la propria economia in una tipica economia di piantagione, all'inizio caffè, successivamente the.
Le piantagioni richiamarono un gran numero di lavoratori dall'India meridionale, i quali erano omogenei per razza dravida e lingua e cultura hindu ai tamil che da millenni erano insediati nella parte nord-orientale dell'isola e che erano sempre rimasti distinti dalla maggioranza singalese dell'isola che vantava origini ariane e fondava la propria idetità sull'adesione al buddhismo. Questa immigrazione determinò nell'isola tensioni etniche e confessionali che purtroppo continuano ancora oggi.
Nel 1947 il potere britannico sul subcontinente indiano ha termine. Nascono due stati divisi e ostili, India e Pakistan; dopo pochi mesi anche lo Sri Lanka ottiene l'indipendenza inizialmente con il nome di Ceylon.

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domenica

First contact
Un anno fa, il 26 dicembre 2003, FdC scriveva nel suo blog:
Nel caso dovessi sparire misteriosamente e il mio cadavere venisse ritrovato non so, dentro un sacco della monnezza in un fiume (come Fat Girl) o dentro una lavatrice abbandonata nel Naviglio, beh, l'assassino è quello con la felpa da centro sociale.
Il giorno successivo, il 27 dicembre 2003, FdC incontrava dal vivo per la prima volta quel personaggio. Diciamo pure che la sua vita dal quel giorno sarebbe cambiata da così a così, un fiume in piena di ammore la stava aspettando al varco e lei gioisamente si sarebbe incamminata, oh yeah fratelli.
Oggi FdC incontrerà per l'ennesima volta quel buffo personaggio. Indovinate chi è.

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sabato

Dov'è la ragione?

Il premio simpatia va a mio zio che mi ha regalato La forza della ragione della nostra amata talebana d'occidente. Ora, il fatto è che ho una montagna di bei libri in un angolo ancora da leggere, libri che sono stati scritti per insegnare qualcosa o per raccontare una storia, non per vomitare insulti e non-idee. Di certo non perderò il mio tempo a leggere delirii.
Dice voi fighettini di sinistra non ascoltate mai l'altra parte, non la riconoscete. No, c'è modo e modo, non parlo di moderatismo, ma di idee che stanno dietro e di stile. Per lo stesso motivo per il quale non mi piacciono la Guzzanti, Travaglio o Moore che rappresentano la sinistra cattiva (cattivo qui non ha connotazioni positive) e uguale alla destra (come ha scritto Luca Sofri) così non riconosco nessun valore agli scritti xenofobi e oltraggiosi della Fallaci. Se voglio informarmi sull'altra parte mi leggo qualcosa di più serio, un po' come accade con i quotidiani: posso leggere benissimo il Foglio anche se non condivido quasi niente di quello che c'è scritto ma gli riconosco che dietro c'è qualcosa ma non considero degno di lettura, per esempio, Libero. Ecco, la Fallaci, letterariamente parlando, è Libero fatto essere umano: superflua, banale, falsa, pericolosa.

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It's a long way Per il viaggio in macchina con mamma e nonna che mi aspetta quale cd è più adatto per neutralizzare il fastidiosissimo cianciare delle due? Nevermind dei Nirvana? Check Your Head dei Beastie Boys? Dirty dei Sonic Youth? Tappi per le orecchie?
Che Kannon la misericordiosa vegli su di me.

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venerdì

Scopriamo il corpo umano (5) Forse non tutti sanno che Yoshi nudo potrebbe essere scambiato per un ebreo. Toh, questo potrebbe pure essere un post natalizio, mo pensa te!

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Autoconvincimento

Nella deposizione al tribunale di Tokyo (l'omologo del tribunale di Norimberga per i nazisti) il generale Matsui Iwane, l'ex comandante in capo delle armate giapponesi inviate a Shangai, disse che
La lotta fra Giappone a Cina era pur sempre uno scontro tra fratelli all'interno della "famiglia asiatica" [...] Era stata la mia convinzione durante tutti questi anni che dovessimo considerare questa lotta come un modo per ottenere che la Cina riflettesse su se stessa. Non lo facevamo perchè li odiassimo, ma al contrario perchè li amavamo troppo, esattamente come in una famiglia quando il fratello maggiore ha accettato tutto quello che poteva sopportare dal fratello minore che si comporta male e deve punirlo per far sì che agisca correttamente.
Ovviamente questo discorso è una stronzata pazzesca, non c'è bisogno di spiegare molto come in realtà l'esercito giapponese in Cina compì una strage dietro l'altra; ricordiamo tra i tanti il cosiddetto Stupro di Nanchino (Lo stupro di Nanchino di Iris Chang) del 13 dicembre 1937: un agghiacciante genocidio di circa 350.000 cinesi compiuto dai giapponesi (che ancora oggi molti appartenenti alla destra nazionalista giapponese, molto influente, negano).
Il fatto è però che molto probabilmente il generale Matsui credeva a quello che diceva. I leader del periodo fascista giapponese con i loro assurdi atteggiamente moraleggianti e gonfi di retorica vuota ingannarono sì un popolo ridotto alla rovina morale ma ingannarono anche loro stessi. Come dice molto bene Maruyama Masao (Le radici dell'espansionismo)
Mentre i tedeschi superavano ogni incipiente senso di colpa con aperto disprezzo, i giapponesi lo esorcizzavano attraverso la continua ricerca di giustificazioni morali per le proprie azioni.
Molto curioso anche, secondo me, che il generale Matsui considerasse il Giappone il fratello maggiore e la Cina quello minore quando invece si dovrebbe ritenere il contrario avendo il Giappone dato il via alla sua civiltà assorbendo quella più antica cinese. Ma durante il periodo militarista si riteneva che il Giappone avesse preso il posto della Cina a capo della Grande Asia Orientale e che dovesse unificarla sotto il suo comando.

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giovedì

Uuuh something to talk about

Presente quelle liste di buoni propositi che si fanno alla fine dell'anno? Ecco, io non le ho mai fatte avendole sempre ritenute delle, erm, stronzate. Però per quest'anno voglio fare uno strappo alla regola. No, nessuno lista, solo una cosa:
Devo rendermi conto che ci sono persone importanti attorno a me che magari vorrebbero anche sapere cosa acciderbolina mi cruccia. Devo smetterla di indossare la famosa maschera del sorrido chè va tutto bene e sforzarmi un po' di più di parlare. Già, che parlare non è mica difficile, basta aprire la bocca e le parole usciranno quasi da sole. E devo ritermi fortunato come una giovenca che ci sono persone che vogliono sapere cosa c'è, anzi, diciamo le cose come stanno: devo ritenermi fortunato ad avere al mio fianco una certa Elisa che mi sopporta, e vaffanculo a tutti quelli che leggendo questa frase penseranno ohhh che mieloso, sì belli miei, io mi bacio le manine per la fortuna che ho avuto. Che poi parlando le cose si sgonfiano e si ricomincia a ridere anche. Bene, detto questo prometto che non vi fracasserò più i maroni con questi discorsi.
E poi, cristo santo, devo smetterla di girare per casa vestito tutto di nero che sembro un beccamorto! (modo di dire, tutto il mio rispetto per gli indispensabili lavoratori nei cimiteri).

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Robba buona Dio non esiste (leggasi il post sotto) ma Beans sì, e porcaccia la miseriaccia si riconferma un grandissimo: il giusto mix di sboronaggine warp e mcing newyorkese. Non avete capito una cippa di quello che ho scritto vero? Lo so, io sono cool, mica come voi.

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Yoshi vs Dio Se oggi trovo il cd dei Q and not U vuol dire che Dio esiste, non vedo quale potrebbe essere una prova maggiore!

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mercoledì

Torna utile Se la vita fosse una cosa meravigliosa e indolore non esisterebbe la scrittura e il pensiero critico, gioiamo quindi per le nostre misere esistenze. C'è forse miglior carburante della paura, dell'angoscia, dello smarrimento, della rabbia?

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Centomila
e sembra ancora un ragazzino

Ringrazio la mia mamma che mi ha fatto così bello, il mio papà che mi ha trasmesso il gene della calvizie, la mia nonna bestemmiatrice, la mia nonna chiesarola, mio fratello spinellone. Un grazie particolare a FdC che ha sempre creduto in me (salviamo un bimboooo), è proprio vero che accanto ad un grande uomo c'è una grande donna. Un grazie anche al mio infaticabile staff composto dal mio manager, il mio hairstylist, il mio massaggiatore indiano (che ho rubato a sachmacher) e il mio ghostwriter.
Ma il grazie più grande va a voi, a tutti voi, sì, nessuno escluso. Voi siete il mio pubblico, io sono solo un vostro umile servitore. Voi siete la mia vita, questo è vostro, è vostro! Senza voi io non sarei nessuno, no, proprio nessuno, io sono il medium ma voi, oh cazzo, voi siete tutto: io sono voi, voi siete me, noi saremo tutto!
Peace, love and havin' fun
Oh butèi, grazie eh!

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martedì

La sacra famiglia Pezzotta non è esattamente il mio idolo, ma stasera a Ballarò ha detto una frase ad affetto, ma così ad effetto che istintivamente gli ho battuto le mani in poltrona. Più o meno ha detto:
Non si permettono nemmeno i ricongiungimenti familiari [parlando degli immigrati]. E in Italia tutti a parlare di difendere la famiglia, forse che la mia famiglia e quella di un tunisino sono diverse?

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Milano
due o tre cose che ho imparato su

Avendoci io la morosetta milanese, durante questo 2004 ho frequentato la città meneghina. Per carità, frequentazioni molto veloci e non approfondite, ciononostante qualcosina di Milano ho capito. Non parlerò dei milanesi la cui arroganza nella cadenza è ormai proverbiale (soprattutto gli adolescenti maschi milanesi, mioddio, insopportabili a sentirsi), ma della città in sè.
Milano è una grande città e quindi istintivamente mi garba essendo io, come ogni buon campagnolo, attratto dalla metropoli. Tuttavia devo dire che, sinceramente, tra tutte le grandi città che ho visitato Milano è la meno bella. Parliamoci chiaro butèi: architettonicamente parlando Milano non è sto granchè, ne convenite? Non so, forse non sono stato nei posti giusti, ma mi sembra tutta terribilmente tendente al grigio con palazzi che molto spesso son proprio squallidini. Se io un giorno dovessi abitarci poi (cosa che sinceramente non mi dispiacerebbe neanche eh) impiegherei anni per sapermi orientare decentemente, infatti uniamo il mio leggendario senso dell'orientamento uguale a zero (mi chiamavano Ryoga...) alla caratteristica che (per me) le vie di Milano son tutte uguali! O meglio si possono dividere in tre categorie di vie tutte uguali tra loro: i grandi corsi con i negozi, le viuzze residenziali e un incrocio tra le prime due categorie. Insomma, io mai come a Milano ho provato molto spesso (ultima volta sabato sera) un senso di deja vu in una via che non avevo mai attraversato, è normale dottò?
Certo, il centro è bello: c'è il Duomo che non ho mai visto senza impalcature e c'è la piazza piena di merdosi piccioni. Ah, non dimentichiamo il palazzo di TRL eh. Ovviamente scherzo, a me Milano piace, adoro soprattutto alcuni nomi della fermata della modesta metropolitana, tipo Molino Dorino, ah ah ah, che buffi che siete, molinodorinociccinobellino! Se io fossi un milanese poi, non userei mai la macchina: che senso ha stare in coda con la macchina anche di sabato sera (cosa per me inconcepibbile!) quando si potrebbero prendere tranquillamente i mezzi publici che ti portano ovunque? Ecco dai, i mezzi pubblici a Milano sono discreti.
Ma non solo i mezzi pubblici, di Milano mi piace molto il Castello Sforzesco, che io chiamo Coso Sforzesco non ricordandomi mai la parola "castello", son problemi. Sì, soprattutto questa primavera quando io e FdC abbiamo fatto una siesta sdraiati nel parco con i fogli di giornale e ci siamo scambiati tenere effusioni. E poi apprezzo molto anche Piazzale Loreto, ma quello solo per motivi storici.
E parliamo anche del clima vah. La nebbia di Milano in confronto a quella delle mie parti è niente, FdC può confermare; tuttavia l'afa estiva milanese supera di gran lunga persino la mia amata zona semipaludosa. Cazzarola, ricordo ancora la sera prima di partire per Parigi quando io e FdC uscimmo per una passeggiata serale: un autentico senso di soffocamento e di claustrofobia, alimentato dalle milioni di zanzare che mi stavano mangiando. Mi si dice che a Milano grandina raramente, almeno quello vah.
Finisco dicendovi quello che realmente io (ma penso anche FdC) amo di Milano: tutti i ristoranti etnici, oh yeah. Anche se non possiamo permetterceli tutti, io e FdC stiamo esplorando nuove galassie culinarie; e il 2005 sarà un anno pieno di nuove scoperte dato che ci siamo comprati una guida ai ristoranti etnici di Milano.

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lunedì

Il mio nemico
Penso che attualmente il nostro (nostro inteso come gente che la pensa come me) principale nemico sia la Lega Nord.
Questo per svariati motivi. I gruppuscoli fascisti come Forza Nuova sono sì pericolosi ma politicamente nulli o quasi, diciamo che sono un fatto di pessimo e pericoloso folklore a livello locale. La Lega invece, che propugna idee molto simili a questi gruppuscoli, seppur piccola, alle elezioni ha la sua bella percentuale (avendo poi elettori solo al Nord) e fa parte del governo e della maggioranza; con questa attuale legislazione poi ha piazzato i suoi uomini in posti strategici. La Lega è un partitino che ha lottizzato benissimo: oggi gli uomini della Lega sono ovunque: dai ministeri alla Rai passando per l'aereoporto della Malpensa.
La Lega con gli anni è riuscita benissimo a cambiare il bersaglio dei suoi attacchi, ha cambiato nemico per essere sempre sulla cresta dell'onda alimentando, o creando, le paure della parte meno acculturata della popolazione settentrionale. Se all'inizio il nemico era il meridionale ed i poteri statali, compreso il vaticano, ora le invettive leghiste sono monopolizzate dall'islamofobia, dalla xenofobia e da un'ideale attaccamento alle radici rappresentate dalla cattolicità più retrograda (come lo sponsorizzare le messe in latino pre-conciliari). La Lega ora non punta più principalmente al federalismo, anche se non manca ogni tanto di urlare contro Roma ladrona (giusto per ricordarsi da dove è nata), l'obbiettivo della Lega ora è salvare le (mitiche e inventate) radici.
Ieri ho avuto la sfortuna di vedere per un attimo la manifestazione leghista a Milano contro l'ingresso della Turchia in Europa. Non parlerò della questione in sè (oggettivamente complicata) ma delle ragioni che usa la Lega contro l'entrata, ossia una immotivata e bizzarra paura nei confronti di una fantomatica islamizzazione dell'Europa; cosa questa assurda, tra le altre cose, in quanto la Turchia è sicuramente uno degli Stati a popolazione mussulmana più laici. E poi questo continuo puntare alle radici cristiane da difendere contro gli invasori islamici con richiami, persino, alla battaglia di Lepanto; aiutati ovviamente dai continui inutili richiami del vaticano a mantenere le radici (meglio se cattoliche).
Io penso che quelli della Lega siano dei fantastici opportunisti, sfruttano perfettamente, o le creano, le paure del popolino che non conosce bene come stiano le questioni e che si basa su mezze idee prese un po' qua e un po' là, terrorizzato di perdere quel minimo di benessere che si è conquistato ed incapace di stare ad ascoltare qualcuno che sia anche solo un po' diverso da lui. La Lega non nasce dal nulla, lo zoccolo duro è sempre quello, è lo stesso zoccolo che se ne è fregato del crocifisso in aula fino a quando qualcuno l'ha contestato, vedendo in questo una minaccia alla propria cultura. La Lega rappresenta una concezione politica indifferente alle questioni di diritto (usare i cannoni contro le navi di immigrati, per esempio) e di civiltà, concepisce il mondo come un tutti contro tutti ed ha una paura fottuta di qualsiasi cosa di discosti dalla polenta e osei.

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domenica

Mr Bucatini

Sabato 18 dicembre, Forum di Assago: novemila corpi scatenati per tre anzianotti di cui uno al limite del rachitismo, uno con i capelli bianchi e uno che si muove come se avesse una scopa in culo. Minchia che gran concerto! Un'esperienza estatica, estetica e metafisica.
I nostri amati Beastie Boys hanno eseguito molti dei loro cavalli di battaglia (peccato per la mancata No sleeep till Brookyn) dosando molto bene tra discografia passata e l'ultimo album; nella parte centrale del concerto hanno persino abbracciato i loro strumenti (contrabbasso, batteria, chitarra) ed hanno eseguito, aiutati da un pianista folle e un percussionista, alcune delle loro canzoni strumentali: bellissimo. Quello che mi ha meravigliato è la tecnica sopraffina e l'affiatamento sul palco, sicuramente dovuto ad anni e anni di concerti sul groppone.
Inutile, dal vivo le canzoni son sempre più belle, a patto ovviamente che il gruppo sia valido; ed i Beasties son validi se non si era capito, si rimbalzano al microfono e non sbagliano proprio niente. Una carica ed un'energia fenomenale che non è scemata fino alla fine: avevano il pubblico in pugno. L'apoteosi si è raggiunta con l'ultima canzone, Sabotage, che stava per tirar giù il Forum; tiratissima e spettacolare, grazie anche ai tantativi del tipo alla pianola che ha cercato inutilmente di fare la verticale sulla pianola rischiando più volte di cadere rovinosamente...

Unica nota negativa: a FdC il concerto non è piaciuto per niente; beh, un po' la capisco. Non conoscendole, le canzoni le sembravano tutte uguali. Cari Beasties, perdonatela perchè non sa quello che fa.
Note a margine: mi son comprato una maglietta del concerto, eh beh.
Nota a margine (2): il mio rapporto con i simpatici cagnolini della pula continua a non essere idilliaco. All'entrata un cane mi punta, ma io, non avendo un cazzo, sto tranquillo ai seguenti accertamenti; FdC invece quasi mi sviene dalla paura.
P.S. La mia personale battaglia contro i documenti di riconoscimento continua. Venceremos.

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sabato

Matematico Il grado di inciviltà pura del popolo italiano si deduce sommando i voti proporzionali ottenuti alle elezioni politiche dalla Lega Nord e dai gruppuscoli vari a destra di AN. Poi c'è il grado di inciviltà parziale, ma è talmente ampio che è meglio non pensarci.

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venerdì

Pubblicità progresso Diciamo la verità, l'unica nota positiva del periodo natalizio è che finalmente si puà mangiare il buonissimo, unico, divino e godurioso Mandorlato di Cologna Veneta. Ehi, solo quello originale di Cologna eh! Mandorlato di Cologna Veneta, il dolce natalizio ufficiale di Buraku Dream.

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Questa è una lettera d'amore
E' il 1993 e tu sei un ragazzino e i tuoi, dopo molte insistenze, ti comprano il lettore cd e il primo cd che compri, usato da un tuo amico chè gli ha fatto schifo, è Check Your Head dei Beastie Boys; l'album figo, a partire dalla copertina per passare alle canzoni dove non sai mai cosa aspettarti da quella dopo. Sei un ragazzino e ascolti i Beastie Boys, e ti piacciono perchè hanno 'ste voci gracchianti e son simpatici e son potenti. E non capisci un cazzo di quello che dicono ma il ritmo ti esalta, e potrebbero anche dire di andare a messa ma a te piacerebbero lo stesso.E dopo qualche mese, nel 1994, esce Ill Comunication e te lo vedi lì in vetrina, e inizi a sbavare contento: il primo cd nuovo dei Beasties che ti compri, fico; ami questo album, anche se per te è un po' troppo pulito, troppo ordinato. Ti piacciono così tanto che dopo un po' ti prendi pure i cd precedenti, Licensed To Ill (l'album d'esordio pacchiano e sfrontato, un must) e Paul's Boutique (un flop commerciale ma una pietra miliare per certa musica elettronica, produzione Dust Brothers), e pure la raccolta di quando erano teenager e facevano punk, Some Old Bullshit, roba del 1983, FdC nacque quell'anno e tu di anni ne avevi quattro e i Beasties urlavano Egg Raid A Mojo. Passano quattro anni ed ecco il nuovo lavoro, Hello Nasty, quanto hai amato questo album? Troppo, l'hai consumato quell'album, l'apoteosi dell'electro; stai ancora cantando intergalactic planetary, planetary intergalactic. Nel frattempo esce la raccolta delle loro canzoni strumentali, The In Sound From Way Out!, e tu che fai? Ovvio che lo prendi no? Un bel salto di sei anni ed ecco To The 5 Boroughs, l'ultimo cd. Questi tre quarantenni ancora ti fanno muovere la capa avanti e indietro, e tu ami questi tre quarantenni che stanno letteralmente facendo da colonna sonora alla tua vita da più di undici anni, minchia.
E con questo spirtito da devoto domani sera andrò per la prima volta a sentirli in concerto. Oh yeah. Non sarà uno di quei concertini sfigatini indie da cinquanta persone, loro sono star e noi siamo cacchette (cogliete la citazione dai), loro sono miliardari quasi di mezza età e noi giovani fan adoranti. Loro sono superbi intrattenitori e non noiosi intellettualini con una chitarrina in mano che sembra fatta apposta per addormentare il pubblico. No grazie, non abbiamo bisogno di siffatta gente, noi vogliamo lo show. Non assisteremo ai soliti grupposcoli rockerilli che gli anni (ma che dico anni! mesi!) consegneranno al dimenticatoio, no, qui si parla dei Beastie Boys.
You gotta fight for your right to paaaaaarty!!

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Dio uairles A morte la tecnologia madonna crocifissa dio canarino imbalsamato Libero devi bruciare

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giovedì

Risparmio intelligente
MammaYoshi: ma come? ti sei fatto un'altra doccia?
Yoshi: beh, adesso vado dall'elisa.
MammaYoshi: ehhh, mica eri sporco, bastava che ti lavassi l'oselo [uccello] ed eri a posto.
Yoshi: ... mammina, ma come mai sei sempre più volgare? mi scandalizzi guarda.
MammaYoshi: sarà l'età figliolo, sarà l'età...

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Studenti stranieri non venite
che è meglio

Il professor Mauro Mastrogiacomo ha scritto questa lettera appersa ieri su Repubblica

Da accademico italiano (università di Roma 3) trapiantato all'estero (Università libera di Amsterdam) ho sorriso alle parole del capo dello Stato che esorta l'università ad assorbire più studenti stranieri. Per carità! Evitiamo che all'estero si sappia in che stato versa la nostra Accademia. Immagini, caro direttore, che quando io entro in aula per fare lezione ad Amsterdam ho al massimo 50 studenti e la prima cosa che chiedo è: " C'è qualcuno che non comprende bene l'olandese e preferirebbe la lezione in inglese?". Se c'è anche un solo straniero si cambia lingua. Per di più i libri sono già in inglese e i miei appunti pure. Agli esami stessa cosa.
Per contro in Italia 50 studenti sono solo quelli che ti stanno attorno alla cattedra e che impediscono agli altri 300 di vederti. Per non parlare del fatto che gli studenti (ed, incredibile a dirsi, molti miei colleghi docenti) non sono in grado di affrontare una lezione in inglese.
E quindi questi stranieri dove li mettiamo? In fondo all'aula con 350 persone a giocare a carte perchè non capiscono un'acca di quello che il docente dice? Se prima l'università non si modernizza che senso ha propagandarla all'estero?

Come non dare ragione a questo professore? E già che ci siamo, ricordiamo una, fra le tante, delle enormi cazzate dette dall'allora candidato Berlusconi, ossia le famigerate tre i della scuola dell'era berluscona: internet, inglese, impresa. A parte il fatto che non capisco cosa cazzo c'entri l'impresa con la scuola (mentalità imprenditoriale nella scuola? vogliamo scherzare spero) e che per avere internet bisogna avere prima i computer, vogliamo parlare dell'inglese nelle scuole? Vogliamo dire che nella scuola italiana l'inglese non lo impari? Vogliamo dire che è sì colpa delle poche ore, ma anche di professori di lingua che stanno lì solo per scaldare la sedia? Dalla mia, e di molti amici e conoscenti, esperienza posso dire che l'inglese lo impari quasi da autodidatta per motivi di forza maggiore, tipo dover studiare libri in inglese. Io gioirò il giorno in cui un professore verrà licenziato per incompetenza.

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mercoledì

Presa di posizione chiara e netta Io penso che ogni uomo debba essere un'isola. Un'isola collegata ad altre isole grazie a un efficiente sistema di traghetti non stop, ma pur sempre un'isola. Nella propria solitudine relativa si cresce e ci si evolve.

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Mi Orripila Immaginarvi Gente Edotta
Il vero dramma non è che ancora oggi nel 2004, quasi 2005, in Italia ci sia gente (da evitare) che si scandalizza e si sente offesa dal fatto che cinque omosessuali appaiano in tv felici di essere omosessuali e non come "caso umano", del tipo scusate se son fatto così, io ci soffro tanto. No, non è questo il dramma, ormai purtroppo non ci meravigliamo più a condividere il suolo patrio con certa gente (da evitare). Siamo nel Paese del cattolicesimo militante, dei ministri che offendono su carta intestata, dei ministri che parlano a vanvera di Kant per giustificare le loro uscite infelici, dei poliziotti licenziati perchè gay, eccetera eccetera. Ormai abbiamo fatto il callo a tutta questa inciviltà e arretratezza scandalosa, e anche se non la accettiamo, di sicuro non ce ne stupiamo più.
Volete sapere allora qual'è il vero dramma? Che io debba difendere un programma schifoso, massimamente trash e che ritrae macchiettisticamente i gay solo perchè certa gente (da evitare) lo prende come spunto per l'ennesima invettiva omofoba. Per la serie il nemico del mio nemico è mio amico.

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Ho Chi Minh
seconda puntata
(qui la prima puntata)

Nel 1925 Nguyen Ai Quoc si sposta quindi in Cina, a Canton, dove fonda la Viet Nam Cach Menh Thanh Nien Hoi (abbreviata Thanh Nien) ossia "Associazione della gioventù rivoluzionaria vietnamita", associazione non ancora esplicitamente comunista in quanto ritiene che i vietnamiti emigrati in Cina non siano ancora in grado di "fare politica" nè sappiano veramente il significato della parola "comunismo". Il vero obbiettivo di questa associazione è di formare i primi quadri comunisti e infiltrarli nelle associazioni nazionaliste di Canton. Oltre al proselitismo, viene pubblicato il settimanale Thanh Nien che aiuta l'introduzione di un lessico marxista nella lingua vietnamita. La posizione della Thanh Nien contro il colonialismo francese è chiara: contro di esso non più i generici "patrioti vietnamiti" ma i contadini e operai, intellettuali e piccoli commercianti. L'enfasi è posta sulla rivoluzione sociale distaccandosi così dalla tradizione delle rivolte e semplici ribellioni contro l'autorità francese.
L'attività della Thanh Nien in Cina finisce nel 1927 a causa del Guomindang. Infatti dopo la morte di Sun Zhongshan (conosciuto in occidente con la traslitterazione Sun Yatsen) la componente di destra del Guomindang capeggiata da Jiang Jieshi (conosciuto in occidente con la traslitterazione Chiang Kaishek) aveva preso il sopravvento e aveva rotto l'alleanza con i comunisti cinesi iniziando una violenta repressione contro di essi. L'organizzazione di Nguyen Ai Quoc mette velocemente le radici in patria e grazie al sostegno dell'Internazionale comunista fa molti aderenti tra gli intellettuali, che rappresentano la maggior parte dei radicali e dei nazionalisti.
Tuttavia il patriottismo rivoluzionario di Nguyen sembra inadeguato ai militanti giovani della Thanh Nien che desideravano la creazione di una organizzazione bolscevica in piena regola. Nel 1930 si costituisce quindi il Dang Cong San Viet Nam, ossia il Partito comunista vietnamita. Il nome viene però subito cambiato in Dang Cong San Dong Duong (partito comunista indocinese) per porre in primo piano la lotta anticolonialista, anche se nella realtà la maggior parte dei suoi aderenti è vietnamita.
Il 1930 e il 1931 possono essere definiti il "biennio rosso" dei comunisti vietnamiti, infatti vi fu un'ondata di scioperi, proteste e agitazioni. Dopo un'iniziale reazione francese titubante, viene usata la Legione straniera che conduce operazioni indiscriminate e brutali. Alla fine i francesi riescono nell'intento di distruggere completamente la resistenza vietnamita giustiziando o incarcerando i membri del partito. Analogamente gli inglesi colpiscono la rete internazionale che fa capo a Nguyen Ai Quoc che viene arrestato nel 1931 nella colonia britannica di Hong Kong.
continua...

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martedì

La Marchesa

C'è un figuro che infesta i mie commenti, quelli di Coniglione, di Stefano, di Amelie e di altri, trattasi de La Marchesa. Questo figuro ha una caratteristica: legge un tuo post e da quello pontifica sulla tua vita passata, presente e futura. Ovviamente rompe i cogioni in questo modo solo per il gusto di farlo e ovviamente a noi di uno psicolabile trollo dalle mille personalità poco ci interessa. Anzi, grazie a La Marchesa mi è venuta voglia di scrivere questo post. In risposta al mio post di ieri sera dove mi lamentavo della mia attuale situazione lui ha commentato

Guarda Yoshi,Dio sara' anche maledetto,ma la causa dei tuoi problemi parte da te stesso.
Ho letto adesso un tuo commento da Conigliolo a proposito della Soika Gakkai.
A parte il fatto di essere off topic e sterilmente contro tutto e tutti quando poi sei piu' borghese di me e Marella Agnelli messe insieme,mi hai dato l'impressione netta di tanta superficialita'.e da uno che vanvera su giapponesismi vari e' sconsolante!
Caro mio...esci dalla provincia nera...smettila di essere un figlio di papa' che non ha una mezza idea di cosa fara' da grande(e lo sei di gia')
Leggi,viaggia,sprovincializzati...te lo consiglio vivamente.
Arrivederci e grazie per lo spasso e per la noia di averti letto fino ad ora.

E io di risposta immediata ho scritto
prego caro marchesa
la soka gakkai deriva dalla nichirenshu, l'unica scuola buddhista intollerante del giappone che pretendeva di essere l'unico insegnamento buddhista valido etc etc, se tu sei un aderente cazzi tuoi, anzi, da uno psicopatico dalle mille personalità non me ne meraviglierei.
vorrei tanto sapere cosa ne sai tu di me, cos'è che sarei sterililmente contro tutto e tutti? ma quando mai? ma fammi il piacere. dopo un po', caro marchesa, il tuo giochino di fare il trans rompicazzo finisce di essere divertente e se non mi leggi più mi fai un gran favore
ti sei messo in testa che io sia un figlio di papà? ok, affari tuoi, di sicuro non mi cruccio che tu possa pensare chissachè, vai pure dal tuo marito immaginario con il suo mercedes immaginario, ciao ciao

Evidentemente Marchesa è affiliato o simpatizzante Soka Gakkai e si è sentito punto sul vivo e per questo ha scritto tutte quelle belle cosine. Vorrei fargli presente che leggo, viaggio e nella provincia ci sono appena tornato. Potrò anche essere un figlio di papà che non sa cosa fare da grande (anche se lo so già) ma mi diverto un mondo a leggere simili giudizi boriosi e campati sul nulla di gente che non mi conosce. Il figuro da un po' di tempo, per colpa del pavimento che pulisco troppo bene, si è convinto che io viva in una reggia e che il papi sia il più grande industriale del veronese. Marchesa caro, se ti fa piacere crederlo, continua pure, affari tuoi.
Con la speranza di non leggerti mai più, il tuo Donald Yoshi Trump.

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Vai ragassuolo, bruciali tutti!

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Pazza idea
Di solito com'è che funziona? Uno con il passare del tempo diventa più moderato giusto? Cioè, parte dall'adolescenza con un malloppo di idee estreme che poi pian piano con gli anni, con lo studio, con l'esperienza e con la "saggezza del tempo" smussa, addolcisce, rinnega, nasconde. Così dovrebbe andare.
Io invece no. Io più passa il tempo più divento estremo. Mi scopro a fare pensieri che qualche anno fa avrei bollato come assurdi, pensieri che per la mia incolumità non trascriverò mai in questo blog.
Sia chiaro, io resto sempre nel mondo delle idee. So perfettamente che la maggior parte di quello in cui credo è pura utopia irrealizzabile, idee che resteranno sempre tali (forse anche per fortuna resteranno sempre tali). Ma ciò non cambia che a volte io mi faccio paura da solo.

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Depressione
Da ieri ho un unico e dilaniante pensiero che non mi lascia neanche un secondo, non so se riuscirò a sopravvivere così dilaniato dal dubbio e dall'indecisione. Sono moralmente e psicologicamente a pezzi. Cristo! Non so cosa cazzo fare, sto precipitando.
Insomma, il pensiero che mi sta divorando è: ma Matthew Shipp tra i miei cd lo metto nel reparto jazz o in quello elettronica?
Finora sono arrivato ad un'unica conclusione: potrei fare una settimana per reparto.

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lunedì

Desiderio impellente di buttare giù la libreria,
di aprire la finestra e urlare dio maledetto,
di smettere di fingere allegria.
Non va per niente bene.
Mi sono rotto i coglioni, di tutto.

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More Music Less Money Io cercavo Harmony and Abyss di Matthew Shipp ma non c'era, e allora mi son preso l'album precedente (credo), Nu Bop, bellissimo. E poi dato che costavano solo 15.90 € mi son preso anche i Kasabian, bellissimi anche loro. E adesso non ho più nè una lira nè un euro nè uno yen nè uno yuan. Ma sono pieno di bella musica, allora...

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domenica

F650, la F stava per Fun
ora sta per Fanculo

Sei come la mia moto,
sei proprio come lei.
Andiamo a farci un giro,
fossi in te io ci starei

Peccato che non possiedo più una moto. In un attacco di crisidimezzaetanismo mio padre ha comprato una moto nuova e ha dato dentro quella vecchia.
Peccato fosse la mia moto, intestata a me. Certo, la maggior parte dei soldi li aveva messi lui, era mia per modo di dire.
Ero affezionato a quella moto cazzarola. Guardavo quella moto e vedevo un miliardo di ricordi belli, di avventure al limite della decenza, di strane situazioni, di risate.
Mi mancherà. Mi mancherà il bauletto con l'adesivo della renna, mi mancherà la levetta dell'aria che sapevo modulare alla perfezione, mi mancherà il sedile zigrignato, mi mancherà l'indicatore della benzina che non c'è mai stato, mi mancherà la manopola del gas, eccetera eccetera.
Mi mancherà la sensazione di perfetta padronanza del mezzo: io porto la moto, non il contrario. Una goduria unica nel fare le curve, una goduria unica nell'accelerare nei rettilinei, una goduria unica arrivare al passo e fermarsi a fumare una cicca (quando fumavo).
Un pezzo della mia vita se ne è andato ed io sono un piagnucolone sentimentale del cazzo. Abbattetemi.

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Brucia la capanna
e manda la vecchia in ospizio

Dai, parliamo seriamente adesso: ma veramente a qualcuno frega realmente qualcosa di quei cazzo di presepi e di quelle recitine natalizie fatte dai bambini che son cose veramente orrende? Dai, non facciamo i coglioni, è solo una questione di ripicca, quello che frulla nella testa della gente è esattamente questo: loro fanno i fighi che sono attaccati alla loro religione e noi invece siamo mammolette, ma adesso basta! adesso diventiamo integralisti anche noi. E allora ecco tutto un attaccamento ridicolo a "tradizioni" delle quali sinceramente me ne sbatto i coglioni. Dite di voler difendere la nostra civiltà, ma porcozio la nostra civiltà è un presepe del cazzo? Con le pecorelle di plastica e il bambinello gesù attaccato con lo spuaccio alla mangiatoia? Bah, bella civiltà.
Da uno che dice di difendere la nostra civiltà e la nostra cultura io mi aspetto battaglie in difesa, chessò, dei beni artistici minacciati dall'incuria o dalla cattiva amministrazione, mi aspetto corsi sulla Commedia di Dante, specialoni televisivi sul Risorgimento. No, la nostra civiltà mi si dice essere una recita fatta da bambini mocciolosi che fanno ciao ciao con la manina e da un castello di greyschool versione etnica. Ragazzi io non vi capisco più.

Parlando di tradizioni, a sette anni un amichetto mi disse che Santa Lucia (in Veneto non c'era Babbo Natale ma la Lucia che il 13 dicembre ti portava il regalo, a Natale il regalo te lo facevano i tuoi) non esisteva. Io ci rimasi di merda e non ci credetti, nel mio ragionamento non credere a Santa Lucia equivaleva a non credere a Dio. Perchè dovrebbero mentirti? Se ti dicono che di notte arriva Santa Lucia con le scarpe rotte in groppa al suo mulo per portarti un regalo perchè non dovrebbe essere vero? E infatti io la sera lasciavo un'arancia fuori dalla porta per questa povera vecchina cieca e la mattina dopo avevo un regalo e l'arancia non c'era più. Più prove empiriche di queste! Non c'era possibilità di errore, Santa Lucia era un dato di fatto.
Ad otto anni scoprii, grazie alle occhiate di intesa dei miei zii pessimi attori, che Santa Lucia non esisteva. Feci due più due e arrivai alla conclusione che Dio non esisteva. Se mi avevano mentito sull'una perchè non avrebbero dovuto mentirmi sull'altro? Nel primo caso i genitori, nel secondo la società tutta ti raccontava fandonie per farti stare buono, proprio come il ricatto dei giocattoli che Santa Lucia porta solo ai bambini buoni.
Sono passati un bel po' di anni ma il mio ragionamento fatto a otto anni tiene ancora ed è stato il primo motivo del mio ateismo.
Comunque buona Santa Lucia a tutti i bimbi (la mia mammina mi ha regalato una calza piena di dolcetti buonini buonini)

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sabato

Standing Ovation Pleaze
Signore, signori, siete gentilmente pregati di guardare là sopra, dove digitate l'indirizzo. Orbene? Non scorgete nulla di nuovo?
Esatto, anch'io come le vere blogstar ho la mia iconcina accanto all'indirizzo.
E di questo devo essere grato solo ed unicamente alla mia inimitabile, incommensurabile e inarrivabile FdC. Grazie, grazie e grazie.
Io amo questa ragazza, da stasera un po' di più.

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Sarò il nemico che tu hai voluto Al giorno d'oggi che son tutti presi a rivendicare le proprie radici cristiane e ad esigere presepi e recitine di Natale quasi fino all'università, dire che non si è credenti e che lo Stato dovrebbe essere aconfessionale ti fa sembrare quasi un marziano.
Salve, mi chiamo Mork e vengo da Ork. Nanonano

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Ho Chi Minh
prima puntata

Nguyen Tat Thann ossia il futuro Nguyen Ai Quoc ossia il futuro Ho Chi Minh (1890-1969) è figlio di un intellettuale confuciano della provincia di Nghe An nella regione centrale del Vietnam, l'Annam. Riceve un'educazione mista: cultura tradizionale cinese e lingua francese. Teniamo presente infatti che il Vietnam all'epoca fa parte dell'Indocina francese.
Nel 1911, ventunenne, si imbarca a Saigon raggiungendo prima Marsiglia e poi innumerevoli porti dell'Europa e delle colonie francesi in Africa e Asia fino ad arrivare in America. Viaggi che saranno fondamentali per la sua formazione.
Nel 1917 si stabilisce a Parigi dove partecipa all'attività politica della sinistra francese (fu il primo vietnamita ad aderire a un partito metropolitano). Nel 1920 partecipa come delegato dell'Indocina al congresso socialista di Tours dove pronuncia un discorso sull'oppressione dei popoli coloniali e aderisce alla fazione comunista. Tuttavia trova deludente la politica del Partito comunista francese che non riteneva il tema della questione coloniale prioritario concentrandosi soprattutto sullo scenario europeo. Al giovane Nguyen Ai Quoc invece la liberazione del Vietnan dal giogo imperialista interessa sopra ogni cosa, per questo guarda con interesse all'Internazionale comunista con sede a Mosca.
L'Urss aveva infatto ereditato gli interessi geopolitici verso la Cina e l'Asia Orientale dall'impero zarista. Nel 1923 era stato dunque firmato un patto tra il Guomindang cinese e il rapresentante sovietico a Pechino, i sovietici ritenevano che fosse vicina una rivoluzione nelle colonie orientali e che questa rivoluzione avrebbe assunto un carattere prima borghese, poi socialista. I rappresentanti del Partito comunista cinese erano stati quindi invitati a sostenere i nazionalisti del Guomindang. Nel 1923 Nguyen Ai Quoc è quindi a Mosca e vi risiede per un anno. Questo periodo è fondamentale per la sua formazione politica in quanto entra a far parte di quel gruppo di comunisti di varie nazioni che lavorano per il Comintern La comunista tedesca Ruth Fischer ricorda che
In mezzo a quegli uomini rotti all'azione rivoluzionaria, a quegli intellettuali esigenti, egli portava una nota di bontà, di semplicità che avvinceva. Era in mezzo a noi il bravo ragazzo, che ne sapeva di più, d'altronde, di quanto non lasciasse vedere, e quella fama meritata gli evitò di immischiarsi nei conflitti interni. Senza contare che la sua mentalità lo portava di più verso l'azione che verso le discussioni dottrinarie, e che sempre, in seno al movimento, egli fu un empirico.

continua...

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venerdì

You fuckin disappoint me!

Yoshi forcaiolo on
In galera porchiddio!
Yoshi forcaiolo off

Yoshi anarchico on
Nessuno merita di andare in galera
Yoshi anarchico off

Yoshi forcaiolo on
Nessuno tranne quel maledetto nano del cazzo che la madonna lo centri con il suo SUV
Yoshi forcaiolo off

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Sciopero
Domani sabato 11 e domenica 12 dicembre Esterni ha proclamato lo sciopero dei telespettatori. Sul sito si legge la seguente motivazione:

La televisione è uno dei principali artefici di ottundimento e isolamento: tutti lo dicono, molti lo scrivono, ma la situazione peggiora in diretta. Stando all’auditel, la televisione è anche una grande ladra di tempo, un bene insostituibile attualmente in forte rivalutazione.
Al di là di polemiche e schieramenti, contro l’uso sconsiderato di tv, l’atteggiamento passivo nei suoi confronti, il suo potere devastante e l’effetto-alone su altri media, per i quali siamo soprattutto telespettatori, Esterni propone l’esercizio dell’astinenza: basta guardarla, limitiamo anche il parlarne, guardiamo fuori.
L’11 e il 12 dicembre la televisione non esiste più. I telespettatori si riprendono il tempo e lo spazio, riscoprono le persone, la città e tutte le cose che si possono fare fuori orario, provano che lontano dallo schermo si conquista tempo, si risparmia energia e si recupera su molti fronti.
La protesta vuole dimostrare, dati alla mano, che si può scalfire il potere della televisione con un "dato di non ascolto" che man mano si avvicina, raggiunge e supera il dato auditel. Il giorno in cui gli indici di ascolto dovessero precipitare, verrebbe tecnicamente dimostrata la vulnerabilità della televisione. Non è impossibile, basta non accenderla e sincronizzare i tempi.

Pur essendo conscio che si tratta solo di un'azione simbolica che non servirà a un cazzo, io partecipo. Anche perchè non mi sarà particolarmente difficile fare a meno di quella mezzora di tg e i Simpson non li fanno di sabato e domenica. Liberarsi della tv equivale anche e soprattutto a liberarsi di Berlusconi, non dimentichiamolo. Il Berlusca senza tv non è niente.

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giovedì

Dueppalle Io amo l'inverno, veramente, amo il freddo e il gelo. Tranne per un particolare: mi si screpolano le mani in modo indicibile: microtaglietti sul dorso dai quali esce sangue, colore della mano rosso fosforescente (chiedere a FdC), ruvidità da pelle di elefante (hanno la pelle ruvida giusto?). Ecco, son costretto a mettermi kili di creme (che servono poco niente) per non diventare monco; e tutto questo mina la mia prorompente virilità.
(notare lo stile di Yoshi nell'uso doppio dei due punti)
E dite la vostra sul post di Napoli eh.

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Vieni fuori! Qualcuno per piacere mi dica dove acciderbolina è finita Second. Chè non è bello sparire così senza lasciare due righe.

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La sceneggiata napoletana
Dunque con i recenti maxi-arresti Napoli è tornata alla normalità, evviva, tutto è bene quel che finisce è bene, salutiamo la Napoli ritrovata, la Napoli legale, la Napoli dolce calma e tranquilla e con la pizza buona.
Però c'è qualcosa che non mi torna: ma non si poteva fare qualcosa prima? Erano così ignote le dimore di questi presunti camorristi? Cioè, guardiamo un attimo a quello che è successo: la polizia ha sfondato cancelli a delle vie che formavano veri e propri fortini all'interno della città, non se ne era mai accorto nessuno? A me queste operazioni clamorose dopo giorni di attenzione mediatica puzzano terribilmente, mi sanno tanto da facciamo qualcosa per far star zitta la gente e poi tutti amici come prima. Il Problema di Napoli secondo me non è tanto lo Stato assente (ci sono più poliziotti e carabinieri che in qualsiasi altra parte d'Italia), concetto questo alquanto discutibile, come se lo Stato fosse una divinità benevola che più ce n'è meglio è.
Attenzione, ora sto per fare un discorso che può sembrare leghista ma che leghista non è. Il problema principale di Napoli secondo me è la mentalità diffusa di una parte dei napoletani: senso civico che rasenta lo zero, mentalità furbesca da homo homini lupus, rassegnazione alla condizione presente, vittimismo e piagnucolonismo, attitudine all'arrangiarsi in barba a qualsiasi regola del vivere in società.
Più che la repressione della legge e qualche azione sporadica anti-camorra, quello che realmente serve è una rivoluzione nella mente della gente: capire che le organizzazioni criminali organizzate frenano lo sviluppo, che se possono dare al giovane guappo o al cittadino comune un sollievo economico iniziale, questo è superficiale e i costi superano di gran lunga i vantaggi. Una città immersa fino ai capelli nella merda camorristica con il beneplacito della popolazioe e la collusione della classe politica è destinata a stare sempre peggio, e non saranno cinquantatrè arresti a salvarla.
Io sono stato a Napoli in gita alle superiori e devo dire che, tipico del settentrionale che visita la città, sono rimasto scioccato e meravigliato. Scioccato dall'indicibile caos e mancanza di rispetto, per esempio, nelle strade: semafori che non vengono considerati, tamponamenti ogni trenta secondi, clacson perenni. Meravigliato dalla vitalità e dal folklore della gente, insomma, i napoletani non sono come i veronesi. Se questa stessa vitalità fosse convogliata verso scopi propositivi Napoli diverrebbe un luogo vivibile e non più un inferno.

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mercoledì

La buona educazione nella Fuffa
non ve l'ha insegnata la mamma?
Il Fuffa Aggregator è un buon mezzo per far conoscere i propri post ad un pubblico più ampio. Il Fuffa Aggregator è usato da molte persone, non solo da te, blogger cafone; quindi abbisogna di regole di buon vicinato e di buona educazione internettiana. Tutte cose che possono sembrare banalmente facili e scontate ma che così purtroppo non sono.
Ci sono persone, per esempio, che si credono i mejo della piazza e che quindi si sentono in dovere di distinguersi a tutti i costi aumentando a dismisura i caratteri o facendoli tutti colorati o scrivendo in stampatello (che nel gergo internettaro equivale ad urlare) o inserendo spazi bianchi sopra e sotto. Buona creanza invece, cari figliuoli, sarebbe quella di uniformarsi al resto dei poveri utenti comuni del Fuffa ossia scrivendo nel font e nella dimensione preimpostata. Certo, uniformarsi non è bello molte volte, ma ci sono casi in cui è mooolto più elegante e in cui si fa mooolta più bella figura ad essere uguali. Il vizio italico di dover essere per forza sempre diverso mi irrita.
Ci sono poi quelli che segnalano lo stesso post ventimila volte. Capisco che si possa segnalare lo stesso post quando questo è un signor post che ha comportato fatica e sudore, quando è una cosa complessa o quando lo spazio riservato ai commenti si è forummizzato e quindi è ancora attuale dopo giorni, ma cristiddio non segnalatemi quindici volte che avete fatto la cacca molla ieri.
E poi c'è l'inimitabile Francyna che ha l'abitudine sistematica (ed inutile!) di scrivere il suo indirizzo nel Fuffa. Risultato? Sistematicamente sfancula la centratura cosicchè bisogna scorrere la barra inferiore per leggere i post del Fuffa. Lo fa sempre. Lo fa sempre. Lo fa sempre. Inutili le proteste che le ho scritto nello stesso Fuffa Aggregator: Francyna prosegue imperterrita nella sua missione: sfanculare il Fuffa.
Vi sono sembrato un puntigliosino scassamaroni? Sì? Cazzi vostri.

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Che bello che bello! Sta arrivando il Santo Natale!! :)

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?(2) Avanti miei prodi, andate qui e dite la vostra. E mi raccomando: materialismo storico a manetta!

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martedì

? Stasera telefonata un po' movimentata con FdC. Insomma, mi si rimprovera di non tendere alla sua felicità non dando il giusto peso emotivo al nostro primo natale. In particolare mi si rimprovera di non farle un regalo sentito ma solo perchè costretto: se non le faccio il regalo si incazza di brutto. Le ho detto più o meno: fosse per me non ci sarebbero regali ma, dato che tu ci tieni tanto, te lo faccio. Io e FdC vogliamo sapere cosa ne pensate.

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Salieri è vivo e lotta insieme a noi
orgoglio le.gnaghese
A noi che siamo ggiovani e postmoderni della musica classica non ce ne frega un'emerita mazza. Anzi, tutti quelli che se la tirano perchè ascoltano la classica ci fanno ridere non poco; siamo convinti che la vera musica classica della nostra epoca debba essere il jazz, vera radice di tutta la musica attuale. Ma c'è un ma, che mo vi spiego.
Come tutti sanno, impossibile non saperlo dato che sono giorni che ce le ripetono ogni minuto, stasera c'è la prima della Scala, anzi, deppiù, la Scala riapre dopo anni di restauri. Embè? Che ce frega a noi? Un bel niente, ovvio. Se non fosse che l'opera scelta per la riapertura è la stessa che andò in scena all'inaugurazione della Scala nel lontano millesettecentoequalcosa, ossia l'Europa ritrovata. Di questa opera io non so assolutamente niente, di sicuro se dovessi sorbirmela mi addormenterei nel giro di dieci minuti. Ma sono ugualmente contento per questa scelta. Perchè?
Perchè è di Salieri (1750-1825) cribbio! Salieri! Avete capito bene? S A L I E R I. Ossia quel povero cristo che venne ingiustamente accusato di aver ucciso Mozart solo perchè un pirla qualunque di nome Pushkin scrisse nel 1898 un'opera, Mozart e Salieri, dove il povero cristo in persona veniva dipinto come l'avvelenatore di Mozart e più recentemente per colpa di quel film, Amadeus, di Milus Forman. Ecco, insomma, per colpa di una leggenda il nostro povero Salieri è da secoli ingiustamente accusato di essere un rosicone di Mozart che lo uccise per invidia. Ma la storia insegna invece che Salieri come compositore alla corte di Vienna fu un personaggio-chiave nella vita musicale dell'epoca assai più dello stesso Mozart che invece si vedrà rivalutato pienamente solo dopo la morte. Insomma, Salieri fu grande in vita e dimenticato dopo la sua morte, Mozart il contrario.
Ah, non ho ancora detto perchè io sia un partigiano di Salieri, beh semplice, era nato a Le.gnago. Un po' di sano campanilismo insomma, che non fa mai male:)

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lunedì

Amo quest'uomo Ma come? Esce un nuovo libro di Evangelisti e io lo scopro per caso?

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Mediocre famoso
primo ed unico post su questa piaga
Io leggo sempre gli stessi blog, ossia quelli che ho linkato. Alcuni giornalmente, altri saltuariamente; i miei blog non sono considerati blogstar (tranne Leonardo o Babsi). A volte provo a leggere qualche blog ritenuto famoso ma mi trovo davanti a certe pretenziosità e/o banalità che mi fanno cadere i testicoli.
Bazzico la blogosfera (che parola orrenda!) da quasi due anni ed ho capito una cosa: se vuoi diventare una "blogstar", ossia autore di un blog famoso, nel 90% dei casi non ti devi basare su quello che scrivi, è tutta una questione di public relations. Mi spiego, mettiamo che io sia un anonimo blogger Y, scrivo cose mediamente mediocri, niente di eccezionale, come faccio a diventare famoso? Il metodo più semplice è questo: vado ad un blograduno con lo scopo di iniziare una lunga e proficua amicizia con uno o più blogger famosi. Questo blogger mi linkerà (fondamentale il link!) e mi inviterà a tutte le migliaia di iniziative parallele come antologie di racconti di blogger, "ospitate" in radio, multiblog fighetti, etc etc. Gli accessi al mio blog lieviteranno incredibilmente anche se le cose che io scrivo rimaranno mediocramente identiche a quelle che io scrivevo prima dell' exploit.
Si creano così delle catene di blogger mediocri che tuttavia hanno accessi impensabili, tutti lo sanno che sono mediocri ma ormai non lo si può più dire apertamente: se ti azzardi a fare qualche critica sei solo ed unicamente un rosicone, uno che muore d'invidia a vedere dove è arrivato quello, cioè, va in radio capito? Il re non può più essere nudo. E quindi ecco che non puoi più fare a meno di lasciare un commentino all'ennesimo post mediocre del blogger mediocre famoso, devi far vedere al resto della blogosfera che tu ci sei, che sei nel salotto buono nella mediocrità. E volete che un post con duecento commenti non sia un gran post di una grande blogger? Naaaaa.
Ecco, è una catena che non si può spezzare, è tutto un magna magna.

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La famigghia Il segreto per far contenta la mamma di Yoshi? Regalarle una bottiglia di cannonau (vino rosso sardo) preso alla fiera dell'artigianato. Le si illumineranno gli occhi e ti rigrazierà con sincera gratitudine memore delle sbevazzate gaudenti fatte questa estate durante la vacanza in moto in Sardegna

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Sfogo
Compra qua, regala là, impacchetta questo, scarta quello. Poi non venitemi a rompere il cazzo che non arrivate a fine mese. Che bel gesto, che bella protesta contro il governo ladro e i commercianti ladroni, sarebbe quello di fare uno sciopero del regalo, non comprare un cazzo, tenersi i soldini per qualcosa di veramente utile.
Ma che cazzo regalate? Ma a che cazzo serve? Ma che cazzo volete? Ma non vi vergognate? Il bello è che quelli che non ragalano niente a nessuno sembrano una minoranza sfigata e asociale quando invece non dico siano la maggioranza, ma quasi. Voi spreconi pieni del merdoso e assurdo "spirito natalizio" siete solo la parte rumorosa e rompicogliona della società, che si lamenta se il prezzo delle lenticchie è salito alle stelle...e poi le compra perchè sa signora, senza lenticchie non è vero capodanno; e non comprarle le merdose lenticchie allora porca la madonna! E vedrai che se nessuno le compra il merdoso commerciante abbassa il prezzo delle merdose lenticchie (dico lenticchie per fare un esempio, in realtà non so quanto costino).
Vi odio, vi odio tutti quanti. E odio soprattutto voi, pecoroni del cazzo che ieri pomeriggio eravate a milioni con le vostre merdose automobili che tentavate di parcheggiare al merdoso Orio Center. C'era anche Yoshi, pecorone merdoso tra i pecoroni merdosi(mai più, mai più!) spinto dalla non ancora illuminata FdC. Risultato? Yoshi tentando di svincolarsi ha graffiato la sua macchina, sotto, vicino alla posteriore destra. Ma ci voleva, Yoshi doveva sbatterci il muso per capire che stava perdendo la retta via: mai più merdosi centri commerciali, mai più merdoso pecorone.
Morirete tra indicibili sofferenze, dio impalato.

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domenica

Once I had a brain
E finalmente sei libero tra un dash e un coccolino
di scegliere la tua soapopera
senza pericolo di insurrezione
perchè si sa il comunismo è cattivo
e fa brutti programmi televisivi
dove i neonati in carrozzina cadono sempre
giù dalle scale, ma il peggio è passato
e allora saluto l'idiota e gli idioti
che l'hanno votato.

Mi è tornata in mente questa canzone dei Piombo A Tempo (Benvenuto, contenuta nel disco Cattivi Maestri del '94 o '95) leggendo questa notiziola. A rischio di sembrare il solito ripetitore di banalità della sinistra devo dirlo: stiamo cadendo nel baratro della lobotomia televisiva, SPEGNETE LA TV FINCHE' SIETE IN TEMPO!

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sabato

Vincerà Dispone di tutte le tv più importanti, dispone di enormi mezzi economici, dispone di un'arroganza senza limiti, dispone di un carisma che seppur gravemente minato può essere rinsanato, dispone di una coalizione che, seppur divisa, quando è il momento di riconfermare le poltrone fa quadrato attorno al suo capo. Ho la sensazione che vincerà anche le prossime elezioni politiche.

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venerdì

Scopriamo il corpo umano (4) Ogni volta che passo l'aspirapolvere non posso non chiedermi Ma quanti peli lascio in giro in una settimana?! Fortunatamente i capelli sono solo una piccola parte, tanto per allacciarmi al post sotto.

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Let's destroy the barber shop
E' da ieri pomeriggio che il mio umore è tendente al nero. Perchè? Beh, ieri sono andato a tagliarrmi i capelli.
Ecco, a rischio di sembrare una donnetta scassacazzo vorrei farvi partecipi dei miei psicodrammi tricotici. Il mio rapporto con i capelli non è dei migliori, da qualche anno sono affetto dalla sindrome aiuto aiuto mi cadono i capelli! Sindrome che comporta un notevole stress e momenti di depressione abissale. Che io stia perdendo capelli è innegabile, forse la gente attorno a me non se ne accorge subito come me, ma io sento che i miei capelli mi stanno lasciando e sento zone nella mia testa ad elevato indice di desertificazione. Avere poi di fronte un padre in piazza a mo di specchio nel quale vedere riflesso il proprio futuro non aiuta.
La suddetta sindrome comporta, oltre all'uso di shampoo indicati (costosi e inutili), anche la tendenza a non andare dal barbiere (noi uomini veri si va dal barbiere, mica dal parrucchiere), capellonizzarsi quindi per tamponare la mancanza di bulbi piliferi. Era da luglio che non andavo dal barbiere e devo dire che i miei capelli semi-riccioluti avevano acquistato un volume notevole, prima di tagliarli infatti me li ha lisciati ai lati con il phon e la spazzola e coprivano completamente le orecchie, per dieci secondi ho avuto il caschetto, e devo dire che aveva un suo perchè.... Tale volume aiuta a non vedere i gravi deficit che mi affliggono, lontano dagli occhi lontano dal cuore.
Dal barbiere quindi. Questo scriteriato barbiere ha un negozio d'altri tempi: sedili anni '50, parete a finestra cosicchè la gente passando possa vedermi i peli del naso, lozioni assurde da imbonitore di fine '800, radio sintonizzata su stazione che trasmette musica da balere. E' da un anno che vado da questo barbiere e devo dire che a volte ci azzecca, altre no. Questa volta no.
Intanto dietro me li ha lasciati un filino troppo lunghi e tagliato troppo ai lati esponendo pericolosamente il mio inizio di calvizie. E poi l'insieme stona, non so, ma mi sento violentato nell'intimo, non mi sento io. Questo barbiere ha minato la mia autostima: non sono più quel baldo giovinotto che si fa strada tra la gente forte dei suoi riccioli che sembra dire fatece largo che passamo noi.
(si lo so, ogni volta che vado a tagliarmi i capelli poi mi lamento nel blog, ahhh che sciampista che sono)

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Lo spirito del Natale moderno
di Martyn Perrot
La forma odierna della celebrazione in famiglia del Natale ci viene dall'Inghilterra vittoriana e poi dall'America di Roosevelt. La borghesia di allora, adepta e seguace di una morale che esaltava le virtù familiari e affascinata dal successo economico e sociale della sua classe, si sarebbe impadronita della festa per farle incarnare e simbolizzare i propri nuovi valori, attribuendole nel contempo un posto centrale, che prima non aveva, nel ciclo delle ricorrenze annuali.
Qualche storico anglosassone ha parlato a questo proposito addirittura di una "invenzione vittoriana". Come che sia, la profonda trasformazione del significato stesso della festa di Natale è anche legata all'avvento di una nuova considerazione per la vita privata. La "riunione di famiglia", che pure si faceva nelle grandi abitazioni dell'aristocrazia, non aveva ancora quella funzione importante che verrà ad assumere da quel momento; inoltre, non c'era ancora quell'attenzione particolare nei riguardi dei bambini. Qui viene senza dubbio in luce l'ingegnosità, per non dire l'inventiva, di questa classe che ha saputo trarre partito da una festa collettiva, ricca di riferimenti pagani e popolari, per valorizzare il "focolare domestico", che in quell'epoca diventa una sorta di rifugio, un baluardo di difesa di fronte a una società che s'industrializza brutalmente. La famiglia e la privacy rappresentano aspirazioni prioritarie e Natale appare lo sfondo adatto a una loro ritualizzazione, ove sarebbe stato possibile esibire in forma allegorica la distinzione tra la sfera privata e quella pubblica.
Per spostarsi dall'una all'altra sfera diventano indispensabili certi passaggi obbligati e soprattutto conformi al nuovo sogno borghese. Tra le varie pratiche la più gratificante e la meno minacciata risulta la carità. E Natale è il periodo dell'anno in cui il sentimento e la pratica della carità possono dispiegarsi con tutta l'enfasi che si vuole, dando per un po' l'illusione di aver trovato un rimedio all'ingiustizia sociale.
Famiglia, infanzia e carità formeranno da allora una nuova "trinità" profana che darà forma religiosa e laica alla festa, seducendo progressivamente le borghesie europee come anche quelle di oltre Atlantico. Dopo l'Inghilterra, la Germania e l'America, è la volta della Francia: alla metà del Novecento le famiglie, celebrando il Natale, celebrano se stesse, come sottolinea Anne Martin-Fugier, che evidenzia come si verifichi un passaggio proprio in quest'epoca "dal rituale religioso al rituale familiare". Il Natale e le vacanze estive entrano definitivamente a far parte dei grandi riti di raduno familiare che scandiscono l'anno borghese.
Questo transfert familiare non riguarda soltanto il rituale religioso: tutta una serie di tradizioni pagane, antiche e collettive si trovano, per così dire, "privatizzate" o talora abbandonate, perchè questa focalizzazione sulla famiglia si accompagna anche all'avvio dell'uniformazione delle tradizioni e degli addobbi. Dalla metà del XIX secolo si avvia un vasto movimento sincretico che privilegia certe usanze a detrimento di altre. Si assiste così alla propagazione in diversi Paesi europei di costumi simili: le calze appese davanti al caminetto, l'abete decorato, entrambi di origine tedesca, o ancora le cartoline d'auguri che sono nate in Inghilterra. Questo scenario addomesticato, con le stesse decorazioni dovunque, segna l'ingresso del Natale nella modernità.
(tratto da Etnologia del Natale, una festa paradossale di Martyn Perrot. Ed. Elèuthera)

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giovedì

Chiamatemi Picazzo E chi l'ha detto che con paint di Windows non si possono creare dei disegni notevoli? Come potrete vedere voi stessi, l'arte tutta da oggi può vantare tre nuovi capolavori creati dalla mente geniale di Yoshi. Eccoli: Fiore, California Dreamin e Giappone Giocoso. E ora potete iniziare ad idolatrarmi.
Aggiornamento Sono orgoglioso di annunciare che ho una degna allieva di paint pittura: la signorina FdC mi ha fatto infatti pervenire questo disegno taaaanto caruccio.

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mercoledì

Che siate maledetti
(i preti ovviamente)

Oggi, primo dicembre, è la giornata mondiale della lotta all'Aids. D'accordo, queste giornate sono un po' troppo retoriche, un po' troppo spettacolarizzanti, un po' troppo vuote. Però un merito ce l'hanno: fanno parlare (o dovrebbero far parlare) dell'Aids.
Perchè bimbi belli di Aids si muore ancora, anzi, più che mai: 40 milioni di malati nel mondo dei quali 29 milioni nella sola Africa. Il 90% dei sieropositivi non ha i farmaci antiretrovirali (le uniche medicine che fermano il corso dell'Hiv), dei 40 milioni di cui sopra solo 400 mila quindi sono in cura, indovinate dove? Ovvio, nella stragrande maggioranza dei casi nei paesi dell'Europa occidentale e dell'America del nord, ciao ciao Africa, ciao ciao Asia.
La prevenzione quindi sembra la strada da battere in modo massiccio. Prevenzione dio bono significa conoscenza del pericolo e soprattutto uso del goldone aka guanto aka cappuccio aka condom aka preservativo. Il preservativo, lo dice la parola, preserva: ti salva.
Ma ecco che immancabile arriva l'autorevole voce dell'immondo vaticano, cito da la Repubblica di oggi:
Nella giornata mondiale della lotta all'Aids il vaticano ribadisce la sua posizione: è la castità l'unica via davvero sicura per prevenire il diffondersi dell'epidemia, alla cui radice, come ha detto ieri il cardinale Javier Lozano Barragan (che Iddio lo fulmini, NdY) c'è anche una "immunodeficienza di valori morali e spirituali".
Capito il Grande Satana (il vaticano)? Questi non lo possono più dire apertamente per paura dello sdegno e dell'indignazione ma fanno capire che sono ancora dell'idea che l'Aids sia una sorta di malattia moralizzante, cioè tutte quelle categorie peccatrici come i drogati, i gay o chi fa sesso fuori dal matrimonio un po' se la cerchino, che facciano a meno di fare le loro porcherie. Ma maledetto vaticano, mi parlano di immunodeficienza di valori morali e spirituali quando sono loro che con la loro politica criminale e assassina di considerare peccato il preservativo sono complici della diffusione del contagio: complici, complici, complici!
Mi verrebbe quasi voglia di sporgere denuncia contro tutta la gerarchia ecclesiastica per concorso in omicidio plurimo.

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